Deragliamento e strage in Russia: si indaga per terrorismo

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Sarebbe stata usata una bomba della potenza di sette chili di tritolo per l'attentato al Nevski Express, il treno passeggeri da Mosca a San Pietroburgo deragliato venerdì sera nella regione di Tver, 300 chilometri a nord della capitale

E' stata una bomba a provocare il deragliamento del treno Mosca-San Pietroburgo. L'esplosione è stata causata da un ordigno con una potenza pari a sette chili di tritolo.
Il Nevsky Express, questo il nome del treno, si è schiantato ieri sera nella regione di Novgorod.
Numeri contrastanti per quanto riguarda il bilancio delle vittime. Sarebbero 30 le morti accertate, 18 i dispersi, un centinaio i feriti, tra cui anche un imprenditore italiano.

"In un attimo si è capito che era la fine". E' il drammatico racconto di Armando Noacco, l'imprenditore friulano rimasto coinvolto nel deragliamento del Nievski Express. Noacco, 58 anni, ha riportato una frattura del bacino ma senza lesioni agli organi interni. E' stato trasferito in elicottero in un ospedale di San Pietroburgo. L'imprenditore, titolare di un'azienda di export di mobili e cucine di Tricesimo, in provincia di Udine, ha spiegato di essersi "risvegliato in mezzo alle lamiere, con gente che piangeva e gemeva". Il genero Fabio Battoia, che collabora all'azienda, ha spiegato che "è stato molto fortunato perché si trovava nel primo vagone del treno, proprio quello che ha subito i danni più gravi e attorno a lui sono tutti morti".

Per ora è arrivata una rivendicazione di un sedicente gruppo ultranazionalista. Il deragliamento sembra analogo a quello subito da un altro Nievski Express nel 2007, quando una bomba sulla stessa linea fece deragliare un treno causando 60 feriti. Per quella vicenda è in corso un processo a due ingusci, uno dei quali ha confessato che l'attentato fu compiuto su ordine della guerriglia cecena.


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