H1N1, mutazioni del virus in Norvegia. Oms: vaccino funziona

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Registrati tre nuovi casi di mutazione del virus responsabile dell'Influenza A: due i i morti. Un'evoluzione dell'agente patogeno che al momento non sembra preoccupare gli esperti

Tre in tutto, due dei quali fatali. Sono i casi di mutazione del virus H1N1 isolati in Norvegia. Ai quali potrebbe aggiungersi il caso registrato in Gran Bretagna, dove in un ospedale gallese ci sarebbe un paziente affetto da influenza A con un virus mutato resistente al tamiflu. Una notizia non confermata mentre per i 3 casi norvegesi l'annuncio è stato diffuso direttamente dall'Organizzazione mondiale della sanità che comunque ha voluto sottolineare come mutazioni dello stesso tipo fossero già state riscontrate in Brasile, Cina, Giappone, Messico e Stati Uniti lo scorso aprile, senza che ci fosse poi alcuna evidenza di ulteriori contagi o casi di morte. Secondo una prima valutazione sembrerebbe una mutazione associata a polmoniti, ma che potrebbe conferire minore contagiosità al virus, anche se c'è bisogno di maggiori approfondimenti per valutare le implicazioni cliniche della trasformazione virale.

L'Oms ha chiarito che anche questa nuova versione dell'agente patogeno è sensibile ai farmaci antivirali mentre si cerca di comprendere se l'efficacia del vaccino sia rimasta inalterata. Gli esperti affermano che il virus, essendo per natura instabile, deve essere seguito nelle sue evoluzioni, considerando l'immunizzazione ancora valida fino a quando la mutazione trasformerà l'agente patogeno in un virus completamente diverso. Intanto l'influenza A/H1N1 continua a diffondersi nel pianeta. Il virus ha raggiunto oltre 206 Paesi, uccidendo poco meno di 7mila persone. La maggior parte dei decessi nel continente americano. In Europa il contagio è in crescita, il picco dovrebbe essere raggiunto in inverno. Circa 80 milioni di dosi di vaccino sono già state distribuite nel vecchio continente e 65 milioni di persone sono state vaccinate. Mentre l'Oms spiega che al momento tutti i dati indicano come i sieri pandemici condividano lo stesso eccellente profilo di sicurezza dei vaccini per l'influenza stagionale, mutazioni comprese.

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