Ue, la stampa europea boccia le nuove nomine

1' di lettura

I giornali internazionali esprimono perplessità davanti alla scelta del belga Van Rompuy a presidente permanente. Ancora più tiepida l'accoglienza per l'inglese Catherine Ashton, nuovo rappresentante per la politica estera

Delusi o costernati, di certo i quotidiani europei non hanno commentato molto positivamente le nomine decise ieri sera dal Consiglio europeo di Bruxelles che ha scelto come primo presidente stabile dell'Ue il belga Herman Van Rompuy e come Alto rappresentante della politica estera la britannica Catherine Ashton. Secondo i giornali europei, infatti, i due nuovi leader non hanno la forza e il peso politico necessario per competere sulla scena mondiale con Stati Uniti e Cina. ''Herman chi?'', titola il quotidiano svedese Dagens Nyheter in un editoriale. ''Questo significa che l'Ue avrà di nuovo un personaggio sconosciuto che pochi europei saranno in grado di identificare'', ha scritto, aggiungendo che ''la situazione sarebbe stata diversa'' se i leader europei avessero scelto l'ex Primo ministro britannico Tony Blair. Il quotidiano spagnolo El Pais ha sottolineato che l'Ue sarà ''guidata da due personaggi dal profilo basso e noioso''. Il tedesco Frankfurter Rundschau ha aggiunto che i 27 saranno rappresentati da ''leader che non brillano e che non hanno una visione o un'esperienza nei campi richiesti''. Il quotidiano francese Liberation ha scritto che i leader europei hanno deciso di respingere i candidati appartenenti al blocco dei membri più nuovi dell'Ue, ma che almeno hanno scelto una donna per ricoprire una delle poltrone. ''Anche se non hanno scelto il nome di un rappresentante della Nuova Europa i 27 sono stati almeno in grado di nominare una donna, certo non la piu' brillante'', ha precisato il quotidiano. Il Financial Times, di Londra, ha detto che la designazione lascia ''sgomenti coloro che volevano dare all'Europa maggiore influenza sulla scena mondiale''.

Leggi anche:
Il giudizio positivo di Giulio Tremonti
Le nuove nomine alla Ue

Leggi tutto
Prossimo articolo