Sul caso crocifissi reazione Cei: "Sentenza ideologica"

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La sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo sulla rimozione del simbolo cristiano dalle scuole italiane ha suscitato sconcerto e amarezza tra i membri della Conferenza episcopale italiana e della Curia romana

Accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana di origini finniche che nel 2002 aveva chiesto all'istituto statale, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocifissi dalle aule, la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha stabilito che la presenza del simbolo cristiano nei plessi scolastici costituisce "una violazione dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni" oltre a conculcare la "libertà di religione degli alunni".

Sconcerto e amarezza prevedibili negli ambienti della Curia romana e nell'episcopato italiano. Uno dei primi interventi è stato quello di mons. Antonio Maria Vegliò, presidente del pontificio Consiglio per i Migranti, che ai microfoni di SKY TG24 ha parlato di "una sentenza che suscita fastidio". Mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni-Amelia e responsabile della Commissione Cei per il dialogo interreligioso, a Radio Vaticana ha rilevato che "la vera laicità non passa per l'assenza di simboli religiosi". Diramato, nel frattempo, uno comunicato stampa della Cei, in cui si afferma che "la decisione di Strasburgo suscita amarezza e non poche perplessità".

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