Medioriente, mille e una start-up

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Non solo tv satellitari, ma anche web: nel mondo arabo crescono le iniziative 2.0 online. E la Giordania diventa una sorta di Silicon Valley, anche grazie all'impegno di Rania, la regina più geek del mondo

di Nicola Bruno

Non hanno la stessa notorietà delle start-up della Silicon Valley, ma non per questo sono meno attive. Anzi: con il 70% della popolazione sotto i 30 anni, in Medio Oriente sta crescendo una vibrante scena 2.0. Se Israele resta la principale fucina di innovazione nel settore dell'alta tecnologia, è in Giordania che bisogna guardare per capire cosa si muove nel web arabo.

Così come ha fatto Yahoo!, che di recente ha acquistato Maktoob portale giordano che in pochi anni è diventato il punto di riferimento per molti utenti del Medioriente: offre servizi di blogging, social-network, news, motori di ricerca oltre che piattaforme per i pagamenti online (cashU, l'equivalente di Paypal) e aste (Souq.com, simile ad eBay).

Sarà forse anche per l'esempio dato da Rania, regina geek e una dei twitterati più famosi del mondo. Fatto sta che il microblogging ora sta spopolando. E lo dimostra anche il successo di Watwet, servizio di microblogging che può già contare sul doppio di utenti di Twitter.

Guarda il messaggio della Regina Rania di Giordania agli utenti di YouTube


In tutto ciò si moltiplicano le esperienze di piccole start-up innovative senza grandi finanziamenti alle spalle. Lo scorso marzo a Beirut si sono riunite per OpenSesame, il primo BarCamp del mondo arabo: da Siria, Iran, Giordania, Emirati sono arrivate decine di piccole società che si occupano di videogiochi, grafica avanzata, piattaforme per l'attivismo politico e ambientale. Anche perché in molti paesi arabi, bisogna ancora fare i conti con una pervasiva censura online (è il caso dell'Egitto, ma non solo).

Nel frattempo, per chi é interessato a conoscere più da vicino i protagonisti della scena araba 2.0, il prossimo 13 ottobre a Roma, nell'ambito di Capitale Digitale, ci sarà "Oriente.com".
Insieme a Donatella Della Ratta, parlerà anche Laith Zraikat, una sorta di Mark Zuckerberg mediorientale: insieme ai suoi compagni di college ha realizzato Jeeran, oggi la più grande community di contenuti generati dal basso del mondo arabo.

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