Turchia-Armenia, c'è l'accordo: è pace fatta

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Sottoscritto il documento di normalizzazione che dà il via alle relazioni diplomatiche fra i due Paesi. Dopo un secolo di ostilità iniziate con il genocidio degli armeni nel 1915

 La Turchia e l'Armenia hanno firmato l'accordo per il riavvio delle relazioni diplomatiche e la riapertura della frontiere, oltre che per l'istituzione di una commissione di storici dei due Paesi per fare luce sul genocidio degli armeni da parte dei turchi nel 1915. A farlo, a Zurigo, dopo un intoppo nella definizione delle dichiarazioni risolto dall'intervento di mediazione del segretario di stato Usa, Hillary Clinton, i ministri degli esteri dei due Paesi, per la Turchia, Ahmet Davutoglu e per l'Armenia, Edward Nalbandian. Presenti a Zurigo, anche il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner, e il rappresentante dell'Ue, Javier Solana. Dopo aver firmato i due protocolli, i ministri degli esteri dei due Paesi si sono stretti la mano, ma non hanno pronunciato alcuna dichiarazione alla stampa. La storica firma tra Turchia e Armenia era stata infatti ritardata nel pomeriggio a causa di "una difficolta" dell'ultimo minuto'' sollevata dall'Armenia, la cui delegazione si sarebbe opposta a una dichiarazione che la controparte turca avrebbe dovuto leggere nel corso della cerimonia. La situazione si è poi sbloccata grazie allo sforzo di mediazione in extremis del segretario di stato Usa, Hillary Clinton. Ieri a Erevan migliaia di persone erano scese in piazza per protestare contro l'accordo che, oltre al riavvio delle relazioni diplomatiche prevede la riapertura della frontiera e l'istituzione di una commissione congiunta di storici di entrambi i Paesi per fare luce sul genocidio degli armeni da parte dei turchi nel 1915, un'occasione, secondo i critici di questo accordo in Armenia, per consentire ancora una volta alla Turchia di smentire quelli avvenimenti.

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