Usa, Obama tra rinvio visita Dalai e riforma sanitaria

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In attesa di incassare l'appoggio cinese sui dossier più scottanti il numero uno della Casa bianca ha deciso di far slittare a dicembre l'incontro con la massima autorità tibetana. Continua, nel frattempo, l'impegno sul fronte salute

La storica frase di Enrico IV "Parigi val bene una messa" sembra non aver perso di validità neppure per Barack Obama. In realtà l'incontro di novembre col presidente cinese Hu Jintao è troppo importante perché possa essere compromessa da un incidente diplomatico come la visita del Dalai Lama alla Casa Bianca. Tuttavia, anziché invocare esplicitamente il principio della ragion di Stato, dallo staff presidenziale si fa trapelare che sarebbe desiderio di Obama di affrontare con maggior concretezza la questione tibetana e dei diritti umani in Cina. Per cui sì all'incontro col Dalai Lama, ma rinviato di qualche mese per arrivare a risultati più concreti di una foto ricordo. Nel frattempo ieri il presidente ha parlato di riforma sanitaria a 150 camici bianchi, riuniti nel Giardino delle Rose alla Casa bianca, sottolineando il "disperato bisogno" di una legge che modifichi l'attuale sistema. "Sarà illegale in futuro negare a un cittadino l'assicurazione per una malattia preesistente", ha detto Obama interrotto più volte dagli applausi dei medici.

 

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