G20 e nucleare, monito Usa all'Iran: nessuna opzione esclusa

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Hanno il sapore di un ultimatum le parole di Barack Obama sull'Iran. Da Pittsburgh la minaccia di nuove sanzioni dopo l'ammissione, da parte di Teheran, della costruzione di un secondo impianto nucleare oltre a quello di Natanz

Aprendo i lavori del G20 di Pittsburgh, il presidente americano Barack Obama ha detto che Teheran continua a non rispettare i suoi obblighi internazionali e ha chiesto all'Aiea di avviare immediatamente un'indagine, pur sottolineando che gli Stati Uniti restano disponibili ad avviare una trattativa con la Repubblica islamica: "Ci aspettiamo un'immediata investigazione sull'impianto atomico costruito segretamente da Teheran". "Non escludiamo alcuna opzione, ha proseguito Obama, preferiamo la via diplomatica, ma se ci saranno sanzioni dovranno lasciare il segno. Su questo il mondo è unito più che mai". Anche Russia e Cina, storici alleati dell'Iran, ora chiedono ispezioni e collaborazione: sono i primi frutti del multilateralismo annunciato da Obama. Il tema della sicurezza internazionale si è dunque imposto in un vertice altrimenti dedicato soprattutto alla crisi economica.

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