Sudan, libera la giornalista condannata per i pantaloni

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Ha lasciato il carcere Loubna Hussein, che aveva rifiutato di pagare la multa comminata dai giudici di Khartoum in alternativa alle 40 frustate previste dal codice penale nazionale. Una misura conciliatoria di fronte al clamore internazionale

E' stata scarcerata la giornalista sudanese, che aveva preferito la prigione al pagamento di una multa. Loubna Ahmed al-Hussein era stata condannata a un mese di carcere per aver indossato i pantaloni in un locale pubblico di Khartoum. La notizia della liberazione arriva dal responsabile del sindacato dei Giornalisti Sudanesi. Loubna, che aveva scampato la pena di 40 frustrate per un atto considerato oltraggioso nel paese islamico, è tornata in libertà dopo appena un giorno di carcere. Un'iniziativa, che pare abbia lasciato perplessa la reporter: "Non sono felice. Più di 700 donne sono ancora in prigione e non hanno nessuno che paghi per loro". Il presidente dell'Unione giornalisti Moheddin Titawi ha spiegato che il suo gruppo ha pagato la multa perché ha il dovere di difendere i colleghi in carcere; ma secondo molti giornalisti l'organizzazione di Titawi avrebbe rapporti con il governo di al-Bashir. Allora sarebbe chiaro il motivo per cui la multa è stata pagata: evitare al governo sudanese ulteriore imbarazzo di fronte alla comunità internazionale. E' un gesto, però, che di fatto rischia di vanificare la lotta che Loubna sta conducendo per rivendicare il diritto alla libertà.

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