Kabul, festini hard nell'ambasciata Usa

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Feste fra fiumi di alcol e prostitute, umiliazioni dei sottoposti e guardie incapaci di capire l'inglese. E' questa l'atmosfera del servizio di sicurezza alla sede diplomatica americana nella capitale afghana

Feste fra fiumi di alcol e prostitute, umiliazioni dei sottoposti e guardie incapaci di capire l'inglese. E' questa l'atmosfera del servizio di sicurezza all'ambasciata americana di Kabul, sul quale il segretario di Stato Hillary Clinton ha ordinato l'apertura di un'indagine. A far scoppiare lo scandalo è stato un gruppo no-profit. A Camp Sullivan si svolgevano feste a cui venivano invitate prostitute, con guardie ubriache che arrivavano anche a urinare addosso ai presenti. I superiori permettevano "vessazioni devianti e umiliazioni, e chiedevano alle persone di fare cose disgustose".

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