Myanmar, condannata San Suu Kyi. Ue pronta a nuove sanzioni

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La leader dell'opposizione birmana dovrà scontare altre 18 mesi di arresti domiciliari per la violazione del regime di restrizione a cui era già sottoposta. Sette anni di lavori forzati al pacifista Usa che si era introdotto in casa sua

Ancora una condanna, ancora arresti domiciliari per Aung San Suu Kyi. La leader dell'opposizione birmana e premio Nobel per la pace è stata riconosciuta colpevole dalla Giunta militare di violazione del regime di restrizione cui era già sottoposta e condannata a 3 anni di carcere, poi commutati in 18 mesi ai domiciliari. Nel processo era accusata di aver ospitato il 4 e il 5 maggio un cittadino americano, John Yethaw, un pacifista che si era introdotto in casa sua. L'uomo è stato a sua volta condannato a 7 anni di lavori forzati. Dura la condanna della comunità internazionale per la sentenza, con l'Ue pronta ad inasprire le sanzioni applicate al Myanmar: "Avevamo avvisato la Giunta che con una sentenza negativa avremmo inasprito i provvedmenti sanzionatori - ha detto a SKY Tg24 Piero Fassino, inviato speciale dell'Ue per il Myanmar - noi comunque non ci arrendiamo a questa condanna"

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