Parà ucciso, la salma accolta dal dolore della famiglia

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Insieme ai parenti all'aeroporto di Ciampino ad accogliere Alessandro Di Lisio, vittima dei talebani in Afghanistan, c'erano anche autorità dello Stato. Gli altri tre militari feriti hanno detto a Napolitano di voler tornare a combattere

La famiglia di Alessandro Di Lisio, parà ucciso in Afghanistan alla sua prima missione, ha accolto il rientro del suo feretro in Italia. Insieme ai parenti all'aeroporto di Ciampino ad accogliere il caporalmaggiore, trasportato in una bara avvolta dal tricolore, c'erano anche autorità dell'esercito e dello Stato tra cui il presidente della Camera Gianfranco Fini e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Venerdì si terranno i funerali di Di Lisio nella sua città, Campobasso. Intanti sono rientrati in Italia e sono stati ricoverati all'Ospedale militare del Celio anche i tre soldati rimasti feriti nell'attacco costato la vita a Di Lisio. Incontrando Napolitano hanno affermato di voler tornare in Afghanistan.


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