Mikheil Saakasvili, il discusso leader che sogna l'Occidente

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In occasione della pubblicazione del libro "Io vi parlo di libertà" Tiziana Prezzo ha incontrato il presidente della Georgia, protagonista la scorsa estate del conflitto contro la Russia

di Tiziana Prezzo

Quando si incontra Mikheil Saakasvili, presidente della Georgia, si rimane colpiti da quanto poco ci sia intorno a lui di quell’aura istituzionale che solitamente circonda un po’ tutti i presidenti. E ancora meno si percepisce quell’odore vetero-comunista che ancora impregna importanti personalità nate all’interno dell’Urss. E’ alto, ha un po’ di pancia, ma non ha gli occhi di ghiaccio della spia, né il piglio da rivoluzionario che dovrebbe contraddistinguere colui che, il 23 novembre del 2003, diede vita alla “Rivoluzione delle Rose” facendo irruzione in Parlamento con migliaia di persone al seguito. E questo nonostante sia descritto come un uomo d’azione, spesso troppo impulsivo per gli standard europei, sicuramente un decisionista.
Mikheil Saakasvili, 42 anni, padre di due figli, sposato con Sandra di origini olandesi, ha il fare e il modo di pensare di chi è cresciuto così desideroso di nutrirsi di ideali occidentali da crederci più di quanto non possa fare chi, in Occidente, ci vive da sempre.
Nelle riflessioni di Saakasvili, parole come democrazia e libertà hanno il sapore di qualcosa di lungamente atteso, agognato, non scontato. Sarà la storia a dire quanto di questi principi sia passato dall’astrazione alla concretezza.

Nel frattempo, mentre deve far fronte a un’opposizione che chiede a gran voce le sue dimissioni e a un 20% del paese che resta nelle mani dalla Russia, Misha ha trovato il modo di scrivere un libro. “ Io vi parlo di libertà ”, edito in Italia da Spirali, è stato scritto a quattro mani con Raphael Glucksmann, figlio del celebre scrittore André. In 156 pagine il presidente georgiano racconta la propria vita, i sogni e i progetti per l’avvenire della Georgia. Senza sottrarsi alle domande: non lo fa mai, neanche con SKY TG24, quando gli facciamo notare che un uomo che parla di libertà dovrebbe lasciare gli osseti liberi di scegliere con chi vogliono stare. “ E’ proprio questo il problema – risponde – gli osseti non sono liberi di scegliere perché schiacciati dalla Russia ”.
Nel libro, che va letto per capire tante cose, Saakasvili dà la sua versione dei fatti relativi alla guerra che, meno di un anno fa, ha rischiato di annientare la Georgia; ne svela retroscena e getta ombre pesanti sul futuro. “Occorre che i paesi dell’Europa occidentale capiscano che il tempo stringe e che la Russia di Putin è una seria minaccia per la sicurezza nostra e di tutti i suoi vicini”, scrive. E ancora. “Bisogna inviare ai leader russi dei segnali chiari perché capiscano che la loro politica nei confronti dei vicini è inaccettabile, che non possono comportarsi come gli eredi degli zar o dei sovietici e al tempo stesso godere dei piaceri della vita occidentale”. Chissà se questo appello verrà raccolto da quell’Occidente che Saakasvili tanto ammira.

Guarda l'intervista al presidente della Georgia.


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