Febbre suina. Viaggi in Messico annullati senza penale

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Le associazioni dei consumatori avvertono che si può recedere dal contratto, dopo che la Farnesina ha sconsigliato i viaggi nel Paese più colpito dal virus H1N1

A causa dell'emergenza della nuova influenza ed in seguito all'indicazione ufficiale della Farnesina, che invita a non partire per il Messico, sono moltissime le disdette delle prenotazioni dei viaggi in direzione del paese centroamericano. In una sola settimana, comunica Federconsumatori allo sportello nazione per la tutela del turista sono arrivate oltre 200 segnalazioni e richieste di informazioni, di cui il 95% da parte di giovani coppie in partenza per il viaggio di nozze, direttamente per il Messico o facendo tappa negli Stati Uniti. Viaggio che può essere annullato, come spiegano le associazioni dei consumatori. “Il Ministero degli Esteri sconsiglia viaggi in Messico. Alla luce di questo, e del fatto che l'Oms ha innalzato il livello di allerta (che ha raggiunto il livello 5 in una scala che arriva fino a 6, ndr), si può ritenere che chi decide di annullare un viaggio a pacchetto precedentemente prenotato abbia diritto di recedere dal contratto senza pagare penali”, si legge sul sito di Altroconsumo. E ancora: “In pratica, il nuovo comunicato della Farnesina rende possibile il recesso per la sopravvenuta impossibilità di utilizzazione della prestazione in quanto l'epidemia in corso in Messico rende irrealizzabile la finalità della vacanza quale occasione di svago e di riposo (così come già riconosciuto in passato anche dalla Corte di cassazione, con sentenza n.16315/07)”.

Alla stessa sentenza fa riferimento anche il comunicato di Confconsumatori. Una sentenza che, “nel 2007, ha fatto chiarezza confermando la decisione di scioglimento del contratto. In quel caso si trattava di una vacanza a Cuba, dove era in atto un’epidemia di dengue emorragica”. In casi come questi, ricorda l’associazione a tutela dei consumatori, è possibile "rivolgersi all'agenzia presso la quale è stato acquistato il pacchetto turistico, dichiarando di non voler prendere più parte al viaggio e chiedendo contestualmente la restituzione dell'intero importo pagato, salvo che il tour operator, organizzatore del viaggio, non offra soluzioni alternative, di qualità equivalenti o superiori, senza supplemento di prezzo rispetto a quelle già acquistate, o di qualità inferiore, previa restituzione della differenza di prezzo".

La Federconsumatori denuncia però che stanno arrivando “numerosissime segnalazioni riguardo a tour operator che operano in maniera scorretta, e, contrariamente a quanto stabilito dal Codice del Consumo in questi casi, fanno pagare penali ai viaggiatori. Chiediamo alle associazioni dei tour operator e delle agenzie viaggio di intervenire nei confronti di chi tiene comportamenti vessatori, a danno dei consumatori. Ricordiamo, inoltre, a tutti i cittadini che hanno prenotato un viaggio in Messico che, per qualsiasi informazione ed assistenza del caso e' a disposizione lo Sportello Nazionale per la tutela del turista".

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