Filippine, via al blitz per la liberazione di Eugenio Vagni

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In corso l’offensiva contro i militanti islamici che tengono in ostaggio nelle Isole Filippine l’operatore italiano della Croce Rossa. Circa mille militari si stanno scontrando con i militanti islamici che lo hanno rapito

Più di mille tra soldati, poliziotti e guardie armate hanno circondato i militanti di Abu Sayyaf che detengono Eugenio Vagni da mesi nella zona di Indanan, nel sud dell'isola di Jolo. Abdusakur Tan, governatore della provincia di Sulu di cui fa parte l'isola, ha spiegato di aver dato alle truppe il via libero per prendere i rapitori e lanciare l'operazione di soccorso in ogni momento favorevole. Circa 300 agenti supplementari di un commando speciale sono arrivati oggi a Jolo, secondo il capo della polizia provinciale Julasirim Kasim, che non ha voluto fornire maggiori dettagli.

Anche il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) aveva chiesto più volte al governo di non ricorrere all'uso della forza. Il senatore Richard Gordon, che guida la sezione locale della Croce Rossa, ha espresso preoccupazione dopo l'ordine di Tan di mobilitare mille tra soldati e agenti per liberare l'operatore 62enne, le cui condizioni di salute sono peggiorate dopo più di tre mesi di sequestro. Gordon aveva chiesto una simile operazione solo in caso di assoluta necessità e minaccia alla vita di Vagni.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha già ribadito che l'Italia resta contraria all'opzione di un raid militare per la liberazione di Vagni dal 15 gennaio nelle mani dei separatisti di Abu Sayyaf.
"Abbiamo preso questa decisione per via delle condizioni di salute di Vagni", ha sottolineato il governatore della provincia di Sulu, Tan, al telefono ad Ap. "Lo scopo principale è di salvarlo", ha aggiunto, ammettendo che l'operazione è rischiosa, ma che non ci sono alternative per salvare l'italiano malato. Il governatore si è detto preoccupato del peggiorato stato di salute di Vagni, che soffre di ipertensione e ernia.

Vagni è l’ultimo di tre dipendenti del Cicr rapiti sull’isola di Jolo, nel sud delle Filippine, ancora in mano ai ribelli islamici. Il 18 aprile è stato tratto in salvo l’altro operatore della Croce Rossa internazionale, lo svizzero Andreas Notter, 38 anni. Il terzo ostaggio, la filippina Mary Jean Lacaba è stata liberata il 2 aprile.

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