Rapiti Filippine, appello di Napolitano: "Liberateli"

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I ribelli avevano annunciato l'uccisione imminente di uno dei tre ostaggi, tra cui l’italiano Eugenio Vagni, se le truppe filippine non avessero lasciato la provincia di Sulu ma l’ultimatum è scaduto e i sequestrati sarebbero ancora tutti vivi

È scaduto alle 11 italiane - dopo il rinvio di tre ore concesso dal leader dei ribelli Abu Sayyaf - il termine fissato dai rapitori che hanno in mano i tre ostaggi della Croce rossa nelle Filippine, tra cui l'italiano Eugenio Vagni. I tre operatori della Croce Rossa Internazionale rapiti nel sud delle Filippine sono però ancora vivi. Nel pomeriggio anche l'appello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano "affinchè considerazioni di carattere umanitario prevalgano sulle ragioni dell'odio e dell'intolleranza".

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