Legge contro la pirateria. Se ne discute in Francia

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La proposta prevede la sospensione della connessione a Internet agli internauti che scaricano illegalmente file di musica e film. E la Rete insorge

di Pamela Foti

In Francia è in corso l'iter legislativo del contestato progetto di legge contro la pirateria su Internet di film e musica, che ha l'obiettivo di sanzionare la violazione del diritto d'autore in Rete.
Se otterrà l'approvazione del governo, migliaia di internauti che scaricano dal web film, canzoni, dischi interi, si vedranno recapitare mail di avvertimento e dopo sei mesi una raccomandata.
Se recidivi, però, dopo un anno dalla prima notifica, si procederà con la sospensione del collegamento a Internet da 2 a 12 mesi.

Di questo si occuperà un nuovo ente, l'Autority per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su Internet (Hadopi), che finanzierà l'invio di 3.000 raccomandate e 10.000 mail ogni giorno. “Queste comunicazioni costeranno circa 70milioni di euro che saranno oggetto di compensazione per i provider da parte dello Stato” annuncia il ministro francese alla Cultura, Christine Albanel, sostenitrice del disegno di legge “Creazione e Internet” detta per l'appunto Hadopi.
Saranno infatti i provider a inviare le notifiche agli utenti colti in attività di download illegale.

La legge, già soprannominata “dottrina Sarkozy” incontra il favore di alcuni artisti francesi, tra i quali Charles Aznavour, Johnny Halliday e Alain Bashung, ma non quello dei frequentatori della Rete, che caricano sui propri pc file audio e video e ne permettono la condivisione con altri utenti. Insomma, il p2p, come spiega questa infografica del quotidiano d'Oltralpe Le Monde.  

“Questa legge assurda, che pone la Francia sotto il livello della Cina (dove è noto il forte controllo della Rete da parte dell’autorità, ndr) deve essere contestata” dice questo gruppo di discussione creato ad hoc sul motore di ricerca Google. E invita poi i gli internauti a scrivere al proprio deputato e al ministro della Cultura perché “questa legge deve essere combattuta con fermezza”.

Sì sono un pirata” affermano a gran voce i membri del gruppo “Rete dei pirati”.
Militanza 2.0?
Comunque lo si voglia definire, il gruppo formato da blogger e giornalisti specializzati nell’uso della Rete ha l’obiettivo di unire in una sorta di federazione tutti coloro che temono per il futuro del Web in Francia e in Europa. Scopo della “rete dei pirati” è infatti quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su temi come pirateria e proprietà intellettuale, ma anche difesa delle libertà individuali e promozione di una vera economia dell’immateriale.

“Bisogna smettere di considerare Internet come uno spazio ove regna il non-diritto, come una zona di rischio. Internet è il laboratorio dove i giovani inventano nuove forme di fare” scrivono nel loro Manifesto.
Ed è così che al grido di "Siamo milioni e fanno di noi dei pirati”, la Reseau des Pirates invita quante più persone possibili a firmate il “Patto per le libertà digitali”.

Io prendo le parti dei pirati – questo l’incipit del patto - Loro sono, noi siamo milioni in Francia a scambiarci ogni giorno diverse opere: pellicole di moda, ma anche film e dischi rari, introvabili”.
In conclusione: “E’ arrivato il momento di cessare questa guerra contro il pubblico e i giovani. In attesa di quel giorno, io prendo la parte dei pirati. Dichiaro di essere uno di loro. Dichiaro avere consumato, remixato o diffuso opere culturali. Dunque per loro, io sono un pirata”.
Questo il manifesto dei pirati della rete.

Tra le altre iniziative contro la legge sulla pirateria segnaliamo anche quelle organizzare dal gruppo “La Quadrature du net” che per primo ha aperto un dibattito sulla legge e proposto a tutti i blogger di oscurarsi; in altre parole lancia l'idea di sostituire la foto del proprio avatar con un quadratino nero che riporta la scritta “La rete in Francia…. Black out”.
Invito, questo, promosso da Philippe Aigrain, ideatore del gruppo la Quadratura della Rete e consulente di nuove tecnologie.
Aigrain propone la cancellazione della proposta di legge del governo Sarkozy e avanza soluzioni alternative; per finanziare la creazione e la diffusione di contenuti su Internet, rilancia infatti l’idea di un “contributo culturale”, una sorta di licenza globale imposta agli internauti più attivi sul web. Questo contributo secondo Aigrain permetterebbe di liberare gli scambi e rimediare al restringimento dei cataloghi delle major.

Sono ancora tanti i punti che, secondo gli internauti francesi, devono ancora essere chiariti. In Rete ci si chiede come sarà garantita, ad esempio, la privacy di chi naviga. Davvero i provider potranno, intercettando il flusso di navigazione dell’utente, mandare avvertimenti ai singoli cittadini qualora scaricassero illegalmente file da Internet? E ancora: la sospensione del servizio Internet per chi commette l’”illecito” non rischia di punire anche chi non ha nulla a che fare con il download illegale; ad esempio i familiari o amici che condividono l'uso della Rete.

Insomma, questa legge potrebbe a cambiare il volto del web. In Francia e forse in tutta Europa.

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