Darfur, la Cina all'Onu: no all'arresto di Bashir

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Pechino interviene in difesa del presidente del Sudan chiedendo di sospendere il mandato di cattura emesso dalla Corte Penale Internazionale. E a Khartoum migliaia di persone sono scese in piazza per protestare

La Cina protesta formalmente per il mandato d'arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti del presidente del Sudan Omar Hassan Al-Bashir per la strage nel Darfur. Il governo di Pechino ha chiesto la sospensione del provvedimento in sede di Consiglio di sicurezza dell'Onu, di cui è membro permanente. Il provvedimento, che esclude l'accusa di genocidio ma contempla i reati di crimini contro l'umanità e crimini di guerra, tra cui omicidio, sterminio, tortura e stupro, ha già provocato manifestazioni di protesta in Sudan. A Khartoum migliaia di persone sono scese in piazza.

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