Fiat, l'odissea dei tre operai di Melfi

Licenziati dall'azienda e reintegrati da un giudice del lavoro. Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli si sono presentati in fabbrica, ma dopo la decisione del Lingotto di non farli lavorare hanno deciso di lasciare lo stabilimento. LE FOTO
  • Da sinistra Antonio Lamorte, Giovanni Barozzino e Marco Pignatelli: i tre operai davanti la fabbrica di Melfi dopo il reintegro disposto dal giudice del lavoro - Guarda il video
  • Dopo circa un'ora hanno deciso di abbandonare la fabbrica. La decisione è stata presa dai legali della Fiom dopo aver verificato la scelta della Fiat di farli entrare ma senza lavorare - Guarda il video
  • L'azienda ha infatti reso noto che non consentirà a Barozzino, Lamorte e Pignatelli di rientrare nelle linee di produzione ma metterà a disposizione la "saletta sindacale" - Guarda il video
  • Enzo Masini, coordinatore nazionale auto Fiom, ha giudicato "inaccettabile" la decisione dell'azienda - Guarda il video
  • I tre dipendenti erano stati licenziati a metà luglio dall'azienda perché - secondo la Fiat - durante un corteo interno allo stabilimento avevano bloccato un carrello robotizzato - Guarda il video
  • Il tribunale ha deciso il reintegro condannando il Lingotto per comportamento anti-sindacale - Guarda il video
  • Lo scorso 20 agosto Fiat ha però fatto sapere di aver presentato ricorso contro la decisione del giudice del lavoro di Potenza di ordinare il reintegro dei tre operai licenziati - Guarda il video
  • Forze dell'ordine presidiano l'ingresso dello stabilimento Fiat di Melfi