Statali, firmato il nuovo contratto della Pubblica Amministrazione

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L’intesa coinvolgerà circa 250mila dipendenti. Hanno siglato l’accordo Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Cisal. Mediamente ci sarà un aumento di 85 euro mensili già a partire da marzo. L'una tantum degli arretrati (da 370 a 712 euro) dovrebbe arrivare alla fine di febbraio

È stato firmato in via definitiva il nuovo contratto degli statali. Coinvolgerà i circa 250mila dipendenti della pubblica amministrazione. La firma arriva dopo l’accordo del 23 dicembre scorso, il passaggio in Cdm e in Corte dei Conti. Hanno siglato l’accordo Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Cisal. Contro Usb e Cgs. L’accordo prevede lo scatto di 85 euro medi al mese a partire da marzo. Mentre l'una tantum degli arretrati (dai 370 ai 712 euro) dovrebbe arrivare già alla fine di questo mese.

"Ora i contratti di autonomie locali e sanità"

Secondo Sergio Gasparrini, presidente dell'Aran, l'agenzia che ha trattato per conto della ministra della P.A, Marianna Madia, il nuovo contratto "ha un mix di istituti che guardano al miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini e al contempo riservano un'attenzione particolare per il rinascimento delle professionalità dei dipendenti pubblici e per le tutele di situazioni gravose, per dipendenti pubblici con gravi malattie". "Auspico - ha aggiunto - di portare a termine anche i contratti per le autonomie locali e la sanità", ricordando la recente firma preliminare per il rinnovo nella scuola. "Mancano ancora alcuni tasselli, ma contiamo presto di sciogliere le ultime riserve".

Soddisfatti i sindacati

Sul fronte sindacale tutte e tre le sigle confederali esprimono soddisfazione per il traguardo raggiunto. "Siamo soddisfatti che finalmente si concluda l'iter delle procedure burocratiche, dopo che i tempi si sono allungati dal 23 dicembre - firma preliminare dell'accordo - a oggi", ha detto il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo. Per la Cgil, questo "è il primo contratto che arriva alla firma definitiva superati tutti i vagli di congruità. Dopo nove anni arrivano più tutele, soprattutto su permessi, congedi, malattia e pari opportunità, e si introducono adeguamenti salariali che consolidano le retribuzione tabellari, il tutto insieme a nuove relazioni sindacali che danno più poteri alla contrattazione e alle Rsu", ha detto il segretario generale della Funzione Pubblica Cgil, Serena Sorrentino. "In queste settimane - racconta la sindacalista - abbiamo fatto le consultazioni dei lavoratori e registriamo grande affermazione di consenso sull'estensione delle tutele e soprattutto sulla richiesta forte che la contrattazione integrativa colmi le carenze su adeguamento salariale e valorizzazione professionale". Inoltre, spiega, "siamo impegnati nelle prossime ore affinché la commissione per l'ordinamento lavori e dia risposte certe in termini di avanzamento delle tutele e qualificazione professionale". Secondo la Cisl, "è un momento molto importante, chiudiamo dopo nove anni di attesa un contratto apripista che restituisce dignità ai lavoratori pubblici", ha detto il segretario confederale Ignazio Ganga.

Data ultima modifica 12 febbraio 2018 ore 18:00

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