Il Bitcoin tocca un nuovo record a 14mila dollari

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La criptovaluta continua ad aggiornare i massimi storici, ma c'è già chi ha smesso di accettarla come pagamento, in quanto troppo volatile

Non si ferma la corsa del Bitcoin: dopo aver sfondato gli 11mila dollari lo scorso 29 novembre e aver subito una brusca correzione, la criptovaluta per eccellenza ha rotto un nuovo record superando quota 14mila dollari.

Corsa stupefacente

L'euforia degli investitori si può riassumere nei dati: a inizio anno il Bitcoin si trovava sotto i mille dollari, adesso, invece vale oltre 14 volte di più. Un rialzo giustificato da diversi fattori, non ultimo la pura e semplice aspettativa di ulteriori guadagni, con la sensazione di diffusa che si stia gonfiando una bolla finanziaria. Allo stesso tempo la scarsità dei Bitcoin disponibili, una moneta digitale la cui creazione (mining") è controllata da un processo laborioso, spiega la volatilità del prezzo nel momento in cui sempre più investitori si gettano nell'acquisto delle unità disponibili.

Cos'è il Bitcoin

Il Bitcoin è una moneta digitale dalla natura decentralizzata: nessun autorità statale ne regola l'offerta per guidarne il valore e, allo stesso tempo, non è la moneta di nessun Paese, ma un mezzo di scambio senza confini. Le transazioni in Bitcoin vengono veicolate da un sistema noto come blockchain e che garantisce velocità e riservatezza alle parti. L'utilizzo come forma di pagamento è stato visto come un'opportunità per i cittadini dei Paesi che hanno politiche monetarie particolarmente lasche (come Venezuela, Zimbabwe) perché il valore del Bitcoin non risentirebbe dei deprezzamenti della valuta nazionale. Ma, soprattutto, la popolarità della criptovaluta è legata all'uso in attività illecite come la vendita di droga o armi nel dark web, così come la violazione dei controlli dei movimenti di capitale.

 

I critici

 

Nonostante le possibilità d'utilizzo, la maggioranza degli analisti è convinta che a guidare i continui aumenti nella domanda di Bitcoin non siano tanto persone intenzionate a utilizzarlo negli scambi, quanto investitori motivati dalla possibilità di speculazione. Questo, secondo l'analista di Reuters Edward Hadas, mette in dubbio l'attrattiva futura del Bitcoin come mezzo di scambio, sostenendo che l'estrema volatilità di prezzo renderebbe questa moneta poco attrattiva per i venditori. Un primo segno che questa visione potrebbe essere quella giusta è testimoniata dalla scelta della piattaforma di gaming digitale Steam di non accettare più il Bitcoin come forma di pagamento, in quanto troppo volatile. Nel dettaglio, il boom del Bitcoin ha fatto aumentare le commissioni di transazione da 20 cent a 20 dollari dall'aprile 2016, ma ha anche reso incerto il valore dei servizi denominati in criptovaluta. “Il valore dei Bitcoin è garantito solo per un certo periodo di tempo, per cui se la transazione non viene completata in quella finestra temporale, l'ammontare di Bitcoin necessari per coprire il valore della transazione può cambiare”, spiega Steam in una nota.

 

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