Web tax, Tajani: "Da tassazione giganti Internet aumento bilancio Ue"

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Ai microfoni di Sky TG24 il presidente dell'Ue propone anche di andare a colpire i paradisi fiscali

Il bilancio dell'Unione europea, che tra 2020 e 2027 non potrà più contare sul contributo britannico dopo la Brexit, si potrebbe facilmente aumentare senza chiedere ulteriori fondi agli Stati, ma utilizzando i proventi della tassazione sui giganti del web. È la proposta del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

L'intervista a Sky TG24

“Penso che il prossimo bilancio dell'Unione europea dovrebbe cominciare ad avere degli introiti che vengono dalla tassazione dei giganti del web”. Queste le parole di Tajani ai microfoni di Sky TG24, che lo ha intervistato a margine del “Social summit” di Goteborg, in Svezia. Il presidente del Parlamento Ue torna dunque a richiamare il tema della Web tax in discussione in Commissione.

120 miliardi in sette anni

Tajani cita poi un recente studio di Mediobanca, secondo il quale tra 2012 e 2016 le più grandi società di Internet avrebbero eluso 69 miliardi di euro soltanto in Europa, e paragona questa cifra al bilancio settennale della Ue: “sarebbero circa 120 miliardi di euro in sette anni – spiega – in questo modo ci sarebbero più soldi per i fondi strutturali e per gli aiuti all'Africa”. Altro obiettivo del presidente “mettere le mani sui paradisi fiscali”: secondo Tajani, attaccando le “transazioni non trasparenti” avremmo “più fondi per la crescita e l'occupazione, per combattere il terrorismo e l'immigrazione clandestina”.

La provocazione finale

Sempre nell'intervista, Tajani chiude con una provocazione: “Raddoppiamo il bilancio comunitario – dice – non voglio infilare le mani nelle tasche dei cittadini ma in quelle di chi non paga le tasse”. A partire, appunto, come sottolinea, dalle “grandi aziende del Web” e dai grandi evasori che compiono i loro crimini “a danno dei cittadini”.  

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