Esselunga, ex segretaria Caprotti lascia gruppo. Aveva ereditato 75mln

Germana Chiodi, assistente di Bernardo Caprotti, ai funerali del fondatore di Esselunga (Fotogramma)
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Lo si apprende da fonti vicine alla società. Germana Chiodi, alla morte del patron, ha ereditato la metà dei suoi risparmi. In pensione dal 2008, era presente ancora in azienda come consulente ed era considerata la "memoria storica"

La storica segretaria di Bernardo Caprotti, Germana Chiodi, lascia il gruppo. Lo si apprende da fonti vicine alla società. La donna, alla morte del fondatore di Esselunga, ha ereditato la metà dei suoi risparmi: 75 milioni.

La “memoria storica”

Germana Chiodi, 69 anni, è in pensione dal 2008 ma era presente ancora in azienda come consulente ed era considerata la “memoria storica” dei supermercati italiani. Era entrata nel gruppo nel 1968, quando non aveva ancora vent'anni. Diventata dirigente a capo della squadra che compone la segreteria del gruppo, era la consigliera di Caprotti e di fatto la sua figura “ombra” nella gestione. Aveva fatto anche da tramite tra Caprotti e la famiglia, nei momenti di grande disaccordo. Era capace di incidere su ogni scelta, dalla selezione dei manager fino alle scelte strategiche. L'Esselunga era la sua casa, e vi hanno trovato lavoro anche quattro dei suoi nipoti.

La donazione e il testamento del patron di Esselunga

Prima della morte, Chiodi aveva ricevuto da Caprotti una donazione da 10 milioni. Con il testamento, l'imprenditore le aveva poi lasciato, oltre alla meta' dei suoi risparmi (69 milioni di euro, una volta pagate le imposte di successione), anche due quadri di valore e soprattutto l'archivio aziendale. Per Chiodi, questa non era stata una sorpresa: "Il Dottore mi aveva anticipato che mi avrebbe ricordato nelle sue ultime volonta'", aveva spiegato in un'intervista a Repubblica. Ricordava il patron di Esselunga come "un genio" che "aveva sempre mille idee in anticipo su tutto". "Mi piaceva stare con lui, ci stavo più tempo possibile, mi impegnavo e cercavo di dargli il più possibile. Gli ho voluto bene e lui ne ha voluto a me". Mentre Caprotti, nel suo testamento, aveva lasciato scritto: "Germana custodisce il ricchissimo archivio che narra anche le molte dolorose vicende familiari oltre che aziendali".
Ora Esselunga guarda al futuro, dopo il riassetto deciso a giugno dagli eredi che ha lasciato alla vedova Giuliana Albera e alla terza figlia Marina il controllo, contemplando anche l'ipotesi di una futura quotazione in Borsa.

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