Ikea punta sul cibo: pronta catena di ristoranti autonoma dagli store

Le classiche meatballs vendute da Ikea (Getty Images)
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L'idea è stata lanciata da Gerd Diewald, capo della divisione Food negli Stati Uniti, in un’intervista al periodico "Fast company". Solo dagli alimentari, l'azienda svedese ha ricavato nel 2016 un fatturato di 1,8 miliardi di dollari

Allargare la sezione ristorante indipendentemente dalla vendita dei mobili. È la nuova idea di Ikea, che nel corso degli anni ha visto diventare l'acquisto di prodotti alimentari, come le famose polpette di carne o il salmone freddo, uno dei passaggi irrinunciabili per la propria clientela.

Catene di ristoranti

La possibilità di introdurre una catena di ristoranti indipendenti dai grossi store di mobili e complementi d'arredo sparsi per il mondo, è stata annunciata da Gerd Diewald, responsabile del settore ristorazione per il mercato americano, in un'intervista al giornale “Fast company”. “Abbiamo sempre chiamato le polpette di carne il migliore venditore di divani, perché è difficile fare affari con una clientela affamata”, ha sostenuto il dirigente del colosso svedese. Gli angoli di ristoro all'interno dei punti vendita Ikea sono presenti dal 1959, ossia l'anno sopo l'aprtura, da parte di Ingvar Kamprad, del primo negozio Ikea in Svezia. Da allora le tavole calde a base di alimenti scandinavi sono stati inseriti in ogni negozio del mondo. Il successo dell'iniziativa ha convinto l'azienda a prendere in considerazione una nuova fase che contempli nel piano industriale l'apertura di caffé nei centri delle maggiori città.

Il volume d'affari del settore alimentare

Nel 2013 Ikea aveva raggiunto, solo con la vendita alimentare, ricavi per oltre 1,5 miliardi di dollari in tutto il mondo. Una cifra importante, ma esigua rispetto a quella del principale settore di vendita che, solamente nel 2016, ha fatto registrare un attivo di 36,5 miliardi di dollari.

Il desiderio di crescita e le potenzialità del mercato hanno convinto così Ikea Food, il settore alimentare dell'azienda diretto da Michael La Cour, ad applicare lo stesso modello di vendita dei mobili al cibo, puntando sulla sostenibilità dei prodotti e sulla riduzione degli sprechi. Inoltre il principio cardine dell'azienda, quello del “design democratico”, è stato applicato ai menù dei quali è stata enfatizzata la forma, l'alta qualità, la sostenibilità e i prezzi contenuti. È stata poi differenziata l'offerta dei pasti e degli spazi: da una parte con l'introduzione dei menù specifici per vegani e bambini; e, dall'altra, con lo sviluppo di aree mensa pensate per clienti single, coppie o nuclei familiari. Idee che hanno portato le vendite a salire dell'8% all'anno: oggi i punti di ristoro Ikea sparsi in 48 Paesi nel mondo servono 650 milioni di pasti all'anno per vendite che, nel 2016, hanno raggiunto quota 1,8 miliardi di dollari.

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