Alitalia, il governo convoca l'azienda. Delrio: "Problemi seri"

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Dopo il vertice con i sindacati, l'esecutivo si è impegnato ad affrontare in un incontro con la compagnia il tema del contratto collettivo che l'azienda vuole sostituire con un regolamento interno. Confermato lo sciopero del 23, attesa per la presentazione del piano industriale

Il Governo si fa carico delle istanze dei sindacati e tenta la mediazione con Alitalia sul contratto. L'Esecutivo convocherà infatti nelle prossime ore l'azienda per vedere se ci sono margini per evitare che dal primo marzo sostituisca il Contratto collettivo con un Regolamento aziendale. L'impegno è stato preso nel corso dell'incontro tra Governo e sindacati, durante il quale è stata espressa anche preoccupazione per la situazione di liquidità della compagnia. Intanto cresce l'attesa per il Piano industriale, che l'azienda ha promesso che sarà pronto a fine mese, e che il Governo si attende entro la prima settimana di marzo.

 

La preoccupazione di Delrio - Il governo, nel giorno dell'incontro con i sindacati, non ha nascosto la sua preoccupazione. "Quelli di Alitalia sono problemi seri che non si affrontano a cuor leggero, c'è preoccupazione" ha detto da Milano il ministro dei trasporti Graziano Delrio. Un sentimento confermato nel pomeriggio anche dai sindacati arrivati al Ministero dei trasporti per incontrare i ministri Delrio (trasporti), Poletti (Lavoro) e Calenda (Sviluppo) e la viceministra Bellanova (Sviluppo). "Anche noi siamo molto preoccupati e lo siamo ulteriormente perché in attesa da mesi del piano industriale, senza il quale vuol dire che gli azionisti hanno deciso che questa impresa si va a schiantare come il Titanic", ha sintetizzato Cortorillo della Filt Cgil.

 

Il nodo del contratto e del piano industriale - Nel corso dell'incontro, durato poco meno di un'ora - mentre fuori si svolgeva la protesta degli autonomi di Usb, Cub e precari - le sigle di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno espresso i timori per il protrarsi della presentazione del Piano industriale e la decisione dell'azienda di procedere, in modo unilaterale, alla sostituzione del contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 dicembre, con un regolamento aziendale. Sarebbe una cosa senza precedenti per i sindacati, che su questo hanno interrotto le trattative e inviato formale diffida all'azienda. Non si è parlato invece di esuberi. Le indiscrezioni ne contano 1.500-2.000, mentre il Governo - secondo quanto riferito dai sindacati - ha espresso molta preoccupazione sulla liquidità e la cassa. Numeri ufficiali ancora non ce ne sono, ma l'azienda si avvierebbe a chiudere il 2016 con un rosso di oltre mezzo miliardo. Per quanto riguarda il Piano industriale, che l'azienda riporterà in Cda entro fine febbraio, il Governo ha riferito ai sindacati che si attende di vederlo nella prima settimana-primi 10 giorni di marzo.

 

L'esecutivo convoca l'azienda - Alla luce di questa situazione, il Governo si è impegnato ad affrontare il tema del contratto in un incontro da fissare prossimamente con l'azienda. Difficile, tuttavia, che l'incontro possa scongiurare lo sciopero di Alitalia e di tutto il trasporto aereo in programma per giovedì 23, che i sindacati hanno riconfermato anche oggi. "Non ci sono i tempi tecnici" per revocarlo, sostiene la Filt Cgil. Piu' possibilisti Fit Cisl e Uilt, che pongono come condizione il fatto che l'azienda faccia retromarcia su tutto. 

 

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