Spread a quota 200 e borse giù, Draghi: "L'euro ci ha salvato"

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Preoccupazione per il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e tedeschi. In negativo i mercati finanziari, Milano peggiore in Europa. Tra debito pubblico ed effetto Le Pen, timori per le prospettive della zona euro. Ma Draghi rassicura: "Rischi al ribasso".

Lo spread Btp-Bund è arrivato a toccare quota 200 punti base, una soglia che non raggiungeva dal febbraio 2014. In un mercato sempre più nervoso per le prospettive politiche nella zona euro, gli investitori vanno sul sicuro penalizzando invece i debiti pubblici percepiti più deboli, come quello italiano.

 

Lunedì da dimenticare in Borsa - Il rialzo del differenziale tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi si fa sentire anche sulle piazze finanziarie europee, tutte in negativo tranne Londra. Piazza Affari la peggiore, trascinata al ribasso dai titoli bancari, soprattutto Unicredit.  Milano ha perso il 2,2% a 18.693 punti; Francoforte ha ceduto l'1,2%, Parigi lo 0,98%. Ad accrescere il nervosismo sui mercati anche la preoccupazione per la 'Frexit', minacciata dalla leader dell'estrema destra francese, Marine Le Pen

 


 

L'intervento di Draghi - In un'audizione davanti all'Europarlamento, il governatore della Bce Mario Draghi ha sottolineato che i rischi per la zona euro "rimangono al ribasso" e sono dovuti soprattutto a "fattori globali". "L'Euro ci ha salvato dalla crisi ed è irrevocabile. Questo è il trattato" ha rimarcato il numero uno di Francoforte rispondendo a una domanda di un europarlamentare del Movimento 5 Stelle. Draghi si è anche detto contrario al ritorno a un "serpente monetario" con bande di oscillazione tra monete nazionali. "Gli anni 70 e 80 non erano anni di stabilità, ma di continue svalutazioni competitive, alle quali il mercato interno non sarebbe sopravvissuto". Grazie al trattato di Maastricht e alla moneta unica "abbiamo forgiato legami che ci hanno permesso di sopravvivere alla peggiore crisi economica dalla seconda guerra mondiale", ha detto il presidente della Bce.

 

"Siamo sulla strada giusta" - "La capacità di resistenza nel 2016, malgrado una serie di choc negativi, dimostra che siamo sulla strada giusta" e "suggerisce che le riforme a livello nazionale e europeo pagano in termini di crescita economica", ha aggiunto Draghi, che ha poi annunciato la prosecuzione del Quantitative Easing "fino a fine 2017 o oltre se necessario". Nella gestione del programma, ha chiarito, la Bce "non ha fatto nessuna disuguaglianza" nel trattamento dei singoli paesi, quindi neanche a favore dell'Italia.

 

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