Dieselgate, da Usa accuse contro Fca. Marchionne: "Tempistica strana"

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L'Agenzia ambientale americana punta il dito contro un software usato su 104mila veicoli del gruppo Fiat Chrysler: avrebbe permesso di violare le norme sull'inquinamento. La società si difende, ma affonda in Borsa. L'ad: "Decisione presa da un'amministrazione uscente"

L'Agenzia per la protezione ambientale americana ha notificato a Fca violazioni del “Clear Air Act”, la norma sulle emissioni, su circa 104mila veicoli. Lo annuncia l’Epa in una nota, sottolineando che Fca potrebbe incorrere in sanzioni civili (che secondo Cnbc potrebbero arrivare fino a 4,63 miliardi di dollari). I modelli del gruppo Fiat Chrysler sui quali sarebbe stato montato il software che consentirebbe emissioni diesel più alte degli standard sarebbero i Grand Cherokee e i Dodge Ram. E mentre il titolo crolla in Borsa, la società si difende: “Rispettate norme, pronti a collaborare”, mentre l'ad è partito all'attacco parlando di tempistica strana. “Per quanto conosco questa società, posso dire che nessuno è così stupido” da cercare di montare un software illegale ha sosenuto Marchionne, aggiungendo che Fca "ha la coscienza pulita". 

Marchionne: "Tempistica strana" - Il procedimento dell'Epa, ha spiegato Marchionne,  arriva "da un'amministrazione che sta per perdere la gestione, noi andremo a risolvere il problema con la nuova amministrazione e ci troveremo di nuovo a spiegare". "Non dò la colpa a nessuno, non voglio imputare motivi ulteriori per fare questa cosa qua ma trovo la tempistica veramente strana", ha spiegato. "Spero che non sia una conseguenza di una guerra politica fra l'amministrazione uscente e quella entrante" di Donald Trump.



Marchionne: "Moralità di Fca non è in discussione" - Marchionne ha poi difeso la moralità di Fca, sottolineando come "in questa azienda nessuna persona ha cercato di aggirare niente. Questa caratterizzazione di Fca come azienda che manca di moralità è la cosa più ingiusta da dire, mi sono veramente incavolato". "La nostra moralità non è da discutere, può essere l'Epa o il presidente degli Stati Uniti, non me ne frega assolutamente niente", ha aggiunto il top manager, dicendosi pronto a "un dibattito" in materia "quando vogliono". 



Titolo crolla - Già quando le accuse dagli Usa erano solo voci, il titolo di Fca ha iniziato a perdere, per poi affondare alll'ufficializzaziione. Alla Borsa di Milano è stato sospeso una prima volta, poi è tornato agli scambi perdendo il 13%, quindi è stato sospeso di nuovo. Alla fine ha chiuso in calo del 16% a 8,8 euro. Crollo anche per Exor, il titolo della holding della famiglia Agnelli, che ha chiuso le contrattazioni cedendo il 9,4% a 40 euro.
Il titolo Fca è affondato anche a Wall Street, dove è arrivato a cedere il 18,39% a 9,05 dollari per azione.

Le accuse dell’Epa – Nei suoi documenti l'Epa afferma che Fca avrebbe !"schivato le regole ed è stata scoperta”, Non comunicare l'esistenza di un software che influisce sulle emissioni di un’auto, continua l'agenzia, “è una seria violazione della legge. Tutte le case automobilistiche devono giocare secondo le stesse regole”. L’Agenzia e le autorità della California, si legge ancora nella nota, “si sono impegnate a rafforzare i test dopo il caso Volkswagen e questo è il risultato della collaborazione”. La casa automobilistica tedesca era stata travolta dallo scandalo, il Dieselgate, nel settembre del 2015.

"I veicoli diesel rispettano le normative" - La replica di Fca Us è stata affidata anche a un comunicato, in cui la società ha ribadito che “i veicoli diesel rispettano tutte le normative applicabili” così come i “propri sistemi di controllo delle emissioni”. "Fca US - si legge ancora nella nota - in diverse occasioni ha cercato di spiegare le proprie tecnologie di controllo delle emissioni ai rappresentanti dell’Epa e ha proposto diverse iniziative per risolvere le preoccupazioni dell’Agenzia". Alla fine del comunicato, Fca Us "auspica" di poter quanto prima "collaborare con l’Amministrazione subentrante per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo”.

Procuratore New York: "Indagheremo" - Preoccupato per le accuse mosse a Fca si è detto anche il "procuratore generale di New York Eric Schneiderman: "Indagheremo le accuse mosse contro Fca e siamo pronti a lavorare con le autorita' dello Stato e federali per assicurare che ogni violazione sia perseguita secondo la legge" 

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