La competitività economica italiana in 10 "selfie"

Pannelli fotovoltaici (Getty Images)
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Dalla green economy alla cultura, la fondazione Symbola ha stilato una lista con i dieci punti di forza nella produttività del nostro Paese

L'Italia in 10 selfie: sono quelli che riguardano altrettante eccellenze dell'economia nostrana, raccolte dalla Fondazione Symbola. L'organizzazione ha spiegato in una nota la volontà di sottolineare i "nostri punti di forza, senza mai dimenticare i nostri mali antichi e i tanti problemi di oggi”.

 

Surplus manifatturiero – Il primo “selfie” della fondazione guidata dal presidente della commissione Ambiente alla Camera, Ermete Realacci, è quello sul surplus commerciale manifatturiero del nostro paese con le altre nazioni. Una cifra pari a 103,8 miliardi di dollari che ci vede al quinto posto su scala mondiale dopo dopo Cina (1.062,1 mld), Germania (362,3 mld), Corea del Sud (201,8 mld), Giappone (174,7 mld).

La green economy in Italia – Secondo il rapporto Greenitaly 2016 stilato da Symbola in collaborazione con Unioncamere, sono oltre 385 mila le aziende italiane che nel corso degli ultimi anni hanno scommesso sulla green economy: corrispondono al 26,5% del totale dell’industria e dei servizi, addirittura il 33% nella manifattura. Un volume d'affari pari a 190,5 miliardi di euro di valore aggiunto, il 13% dell’economia nazionale. Stando ai dati diramati dal rapporto, le imprese che nel 2016 hanno investito sulla green economy sono quelle che hanno assunto più dipendenti: 330mila, cioè il 43,9% del totale delle assunzioni nell'industria e nei servizi.


Il fotovoltaico – L'Italia è la prima nazione al mondo per l'uso del fotovoltaico, che copre l'8% dei consumi energetici nazionali. Dietro di noi la Grecia (7,4%) e la Germania (7,1%): questi i dati del rapporto “Snapshot of Global PV Markets” redatto dall'Agenzia Internazionale per l'Energia.

 

Le Emissioni – Il sistema produttivo italiano si conferma, secondo Symbola, uno dei più innovativi ed efficienti nei confronti dell'ambiente. Con 107 tonnellate di CO2 per milione di euro prodotto, l'Italia è seconda solo alla Francia (93 tonnellate, ma con l'aiuto dell'energia nucleare). Dietro di noi ci sono Spagna (131 tonnellate di CO2), Regno Unito (131) e Germania (154).

 

L'Economia circolare – Italia bene anche nel riciclo industriale che, secondo il rapporto 2014 dell'Ispra sui Rifiuti speciali, ha permesso nel 2012 di recuperare 47 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi. Anche in questo settore il valore assoluto è quello più elevato tra tutti i Paesi europei. Dietro di noi ci sono la Germania con 43,6 tonnellate, il Regno Unito con 38,8, la Francia con 29,5 e la Spagna con 23,7. “Il riciclaggio nei cicli produttivi industriali”, scrive Symbola, “ci ha permesso di risparmiare energia primaria per oltre 17 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, ed emissioni per circa 60 mln di tonnellate di CO2”.

Surplus di macchinari - Con 59,5 miliardi di dollari di surplus, l’industria italiana dei macchinari si conferma nel gruppo di testa della graduatoria internazionale per saldo della bilancia commerciale, preceduta dai competitor tedeschi (108 miliardi), cinesi (84,5 mld) e giapponesi (69,4 mld).

La cultura italiana – Fra i dieci “scatti” sulle bellezze del nostro Paese non poteva mancare quello relativo alla cultura, un settore che solo nel 2015 ha portato nelle casse pubbliche ben 89,7 miliardi di euro, pari al 6,1% della ricchezza prodotta entro in nostri confini. Lo dice il rapporto “Io sono cultura” curato dalla stessa Symbola insieme a Unioncamere. Il documento precisa che considerando tutto l'indotto dipendente dalla cultura la cifra sale a 249,8 miliardi di euro, ovvero il 17% della ricchezza prodotta in Italia nel 2015. Inoltre l’Italia vanta il primato mondiale per numero di siti Unesco: ben 51.


Il settore del legno da arredamento – Secondo il focus sul settore legno del rapporto “10 verità sulla competitività italiana”, il nostro paese si classifica secondo per saldo della bilancia commerciale nel settore del legno da arredamento con un surplus di 10 miliardi di dollari. Davanti a noi c'è solo la Cina con un surplus di 86,3 miliardi di dollari. I nostri standard industriali nel settore sono all'avanguardia in quanto a sostenibilità ambientale e contenimento delle emissioni di CO2.


La competitività delle nostre aziende – Su un totale di 5.117 prodotti in cui può essere suddiviso a livello statistico il commercio mondiale, "nel 2014 l’Italia poteva vantare 899 beni nella produzione dei quali era tra i primi 3 Paesi del mondo" ha scritto Symbola.

Leader nell'agroalimentare – Infine il settore agroalimentare, in cui l'Italia ha piazzato ai primi posti del mercato internazionale ben 16 prodotti: dalla pasta ai pomodori, dall'aceto all'olio. Symbola precisa che ce ne sono altri 52 per i quali il nostro paese si è assicurato diversi secondi e terzi posti.

 

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