I menù anticrisi per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno

I cenoni della vigilia di Natale e di San Silvestro sono, da sempre, fra le tradizioni gastronomiche più amate dagli Italiani (Fotogramma)
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Secondo Federconsumatori il 25 dicembre le famiglie potranno risparmiare fino 100 euro; il 31 circa 88 euro. Basta rinunciare al pesce "ricco" e al vino pregiato, senza però danneggiare la qualità: ecco come

Due menù pensati per i cenoni di Natale e Capodanno per annullare la crisi e ridurre gli sprechi. E senza rinunciare alla qualità. È la proposta pensata da Federconsumatori per le festività natalizie di quest'anno che, si legge in una nota dell'associazione, saranno caratterizzate da un generale ritorno in famiglia.

 

Ristoranti vuoti? – Saranno pochissime le famiglie che, secondo Federconsumatori, sceglieranno di riunirsi intorno al tavolo di un ristorante: la percentuale è vicina allo zero per il giorno di Natale, mentre solo una famiglia su nove cenerà fuori casa a Capodanno. Su questi numeri pesa la scelta dei giovani, a sua volta infulenzata dall'attuale clima di incertezza economica, di ridimensionare viaggi e cene tra amici per ritornare a festeggiare con i parenti. E allora occhio alla spesa che, secondo l'associazione dei consumatori, sarà dettata da budget familiari più ridotti e da un aumento generalizzato del costo dei menù. Rispetto al 2015, il conto aumenta dello 0,7% per cenone della Viglia o pranzo di Natale; e dello 0,8% quella che riguarda il cenone in vista del Capodanno.

 

Il menù di Natale – La proposta di Federconsumatori prevede tagli soprattutto al pesce e al vino pregiato: entrano le alici marinate (8,20 euro/kg) al posto dell'insalata di mare (25,20 euro/kg), un preparato di mare per spaghetti (16,80 euro/kg) al posto della zuppa di pesce da 46,40 euro al kg. E poi ancora la trota da 7,90 al chilo al posto della spigola da 28,60 euro al chilo. Infine il vino da tavola, con l'etichetta da 7,80 al litro preferibile a quella da 12,80 euro. Per le famiglie che sceglieranno il menù "classico" natalizio, scrive l'associazione, la spesa media ammonterà a 32,75 euro a persona, pari a 196,50 euro per un nucleo familiare composto da genitori, due figli e due nonni. Chi invece opterà per il menù “anticrisi” spenderà solo 16 euro a persona, per un totale di 96 euro a famiglia, che in termini di risparmio significa il 51% in meno rispetto alla scelta classica.

 

Il cenone di Capodanno – Risparmi un poco più bassi sono quelli previsti per il menù “classico” di Capodanno la cui spesa media ammonterà a 41,06 euro a persona, pari a 246,35 euro a famiglia. Il menù “anticrisi”, che comprende prodotti più economici, costerà invece 26,29 euro a persona, per un totale di 157,74 euro a famiglia, pari al 36% in meno rispetto al “classico”. A che cosa rinunciare? Al salmone, costo 46,40 euro al chilo, per le più sobrie alici marinate; alla pasta fresca, 16,20 euro al chilo, per gli spaghetti da 1,85 euro al chilo. E visto che di pesce ce n'è già in abbondanza, il menù ridotto prevede anche di rinunciare all'acquisto dell'orata e risparmiare 26,50 euro al chilo.

 

Puntare alla vendita diretta - Con qualsiasi menù, Federconsumatori ed Adusbef (Associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi) consigliano alle famiglie di approfittare della vendita diretta e delle numerose promozioni che, in questo periodo, vengono proposte da molti esercizi commerciali. Come sempre, scrivono le associazioni, bisogna prestare molta attenzione alle etichette per verificare le date di scadenza e la qualità dei prodotti, e per evitare di comprare alimenti contraffatti.

 

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