Bce estende il piano di aiuti. Ue: nessun rischio per banche italiane

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Francoforte prolunga il “quantitative easing” fino a dicembre 2017. Invariato il costo del denaro. Draghi: “Non stiamo aiutando Roma”. Il commissario Moscovici: “Non temiamo crisi bancaria italiana”

La Banca centrale europea ha prolungato fino a dicembre 2017 il programma di quantitative easing, che proseguirà da aprile al ritmo di 60 miliardi mensili contro gli 80 miliardi che manterrà sino al prossimo marzo. Il consiglio presieduto da Mario Draghi ha deciso poi di mantenere la facoltà di andare oltre dicembre se necessario. E si riserva, se nel frattempo l'outlook dovesse diventare meno favorevole o le condizioni finanziarie diventassero incompatibili con ulteriori progressi verso il target d'inflazione, anche la possibilità di riaumentare importo o durata del programma.

Il punto dell'inviato a Bruxelles di Sky TG24:



Resta invariato il costo del denaro
- Come atteso, Francoforte ha poi confermato il costo del denaro a zero, il minimo di tutti i tempi in vigore ormai da marzo. Alla base delle decisioni di Francoforte un quadro macro caratterizzato da un ciclo economico in modesto ma solido recupero e dalla scarsità di pressioni inflazionistiche. Lo staff della Bce vede ora l'inflazione 2017 della zona euro a 1,3%, nel 2018 a 1,5%, nel 2019 a 1,7%, sempre al di sotto del target vicino al 2%. Per il Pil l'1,7% visto per il 2017 si riduce a 1,6% per 2018 e 2019.

Draghi: “Non stiamo aiutando l’Italia” - "Non vediamo rischi per la tenuta dell'euro" dalla crisi politica italiana. Lo ha detto il presidente Mario Draghi, spiegando che le condizioni sono molto cambiate rispetto a pochi anni fa, quando il contagio fra Paesi dell'EUrozona in caso di instabilità era frequente.  Draghi ha poi escluso che la Bce stia aiutando il bilancio italiano con la sua politica monetaria, come accusano alcuni in Germania: "no, ovviamente no. Non siamo di parte".

Moscovici: "Non temiamo crisi bancaria in Italia" - E, sempre dell'Italia, ha parlato anche il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, secondo cui nel l'Europa non teme una crsi delle banche italiane. Moscovici non nega che nel Paese ci sia una "crisi politica" dopo il referendum e le dimissioni del premier Matteo Renzi (LO SPECIALE) ma, afferma, "nello stesso tempo c'è una continuità, con un partito che è maggioritario nelle due Camere, un uomo come Matteo Renzi che custodisce il potere e si occupa degli affari correnti e il presidente della Repubblica che ha avviato le consultazioni e dovrà formare un governo".


Moscovici: in Ue in grado di affrontare tutti i problemi delle banche  - "Per quanto riguarda le banche - dice ancora - su cui diverse istituzioni hanno avviato una discussione con la Bce e la commissione Ue, i problemi non sono cambiati rispetto alla settimana scorsa, non ci sono stati deterioramenti o aggravamenti". In Europa, conclude "siamo in grado di affrontare tutti i problemi delle banche". 

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