Conto corrente, nuovi limiti su prelievi e versamenti per imprenditori

Versamenti e prelievi: cosa cambia nella gestione del conto corrente (Fotogramma)
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Il nuovo Decreto fiscale ha stabilito i tetti monetari oltre i quali scatterà l'allerta del fisco per "ricavi non dichiarati"

Non si potranno ritirare più di 1000 euro al giorno e più di 5000 euro al mese, se non si vuole finire nel mirino del fisco. Questi sono i nuovi tetti massimi stabiliti dal nuovo Decreto fiscale (DL 193/2016, convertito in legge dal Parlamento lo scorso 24 novembre) per i prelievi dal conto corrente. Le nuove regole però sono valide solo per gli imprenditori. Superato questo limite, potrebbero scattare i controlli per accertare che non si tratti di "ricavi non dichiarati". Per i versamenti non ci sono limiti, ma bisognerà essere sempre pronti a dimostrare la provenienza del denaro. Ecco in sintesi le disposizioni del nuovo Decreto fiscale. 

Prelievi: cosa cambia - Dal 1° gennaio 2016 il limite di utilizzo di denaro contante è salito dai 1000 euro previsti dal Governo Monti a 3000 euro. Tuttavia le norme sulla tracciabilità non si applicano nel rapporto cliente-banca: è possibile prelevare comunque la cifra necessaria, senza che lo sportellista si opponga o dietro richiesta di giustificazioni da trasmettere alla direzione. 

Nuove regole per imprenditori - Le nuove disposizioni in materia di prelievi si applicano solo agli imprenditori. In precedenza la norma fiscale prevedeva l'obbligo di giustificare sempre i prelievi in conto corrente per questa categoria professionale. Oggi invece il nuovo Decreto fiscale indica solo dei tetti, superati i quali c'è l'obbligo di fornire chiarimenti sul beneficiario del prelievo. Se si superano le soglie dei 1000 in un giorno o comunque i 5000 euro mensili, può scattare un accertamento fiscale

Dipendenti e professionisti - Per i lavoratori dipendenti non vengono fissati limiti né controlli fiscali per i prelievi. Tale condizione è valida anche per i professionisti, a cui in precedenza venivano applicate le stesse regole valide per gli imprenditori. 

Versamenti: cosa cambia - I versamenti in conto corrente non hanno limiti. Il contribuente è libero di effettuare versamenti sul proprio conto corrente per qualsiasi importo, superando anche i 3000 euro. Tuttavia se la banca non può rifiutare di depositare sul conto una somma di questa entità, l'Agenzia delle entrate può chiedere conto al contribuente della provenienza di data somma, se ritenuta sproporzionata rispetto al suo reddito. 

Cosa può fare l'Agenzia delle entrate - La legge permette agli enti di controllo fiscale di effettuare indagini bancarie sui conti correnti, sulla base dei dati ottenuti dalle banche. Per questo, il cliente deve essere sempre pronto a dimostrare la fonte dei redditi versati sul proprio conto, specie se non denunciati nella dichiarazione dei redditi. L'eventuale controllo potrebbe comportare una rettifica della tassazione del reddito, con l'applicazione conseguente di sanzioni previste dalla disciplina dell'evasione fiscale. 

A chi si applica - In assenza di un'indicazione del legislatore, la norma sui versamenti deve considerarsi applicabile a tutti i contribuenti. Il controllo dei versamenti in banca non giustificati si applica dunque a imprenditori, professionisti e lavoratori dipendenti. Il provvedimento mira a individuare somme che possano derivare da guadagni non dichiarati al fisco.

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