Politiche espansive in Eurozona, scontro Dijsselbloem-Renzi

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Il presidente dell'Eurogruppo frena sulla proposta della Commissione Ue di dare maggiore spazio di manovra alle politiche di bilancio dei paesi membri. Il premier: "Non ha consapevolezza di ciò che dice". Il ministro Calenda: "Prende una cantonata"

Il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha posto un freno sulla proposta della Commissione Ue che punta a dare maggiore spazio di manovra alle politiche di bilancio dei paesi membri.

"Non siamo ancora abbastanza stabili per lasciarci andare a questo tipo di traiettoria fiscale – ha spiegato Dijsslebloem alla commissione Affari economici dell'Europarlamento - La Commissione ha mandato di fare raccomandazioni, ma non sono legalmente vincolanti".

 

Renzi: "Non conosce l'Italia" - Uno stop che non è piaciuto al premier Matteo Renzi. "Dijsselbloem – ha affermato Renzi - non ha consapevolezza di casa accade in Italia. Se l'Europa vuole i soldi italiani deve cominciare a rispettare gli impegni: i leader europei parlino di questo, invece di mettere bocca su cose che non conoscono”.  Dal premier Renzi anche un annuncio: "Il giorno dopo il referendum costituzionale, se le cose andranno come devono - ha detto il presidente del Consiglio - chiederò al Parlamento l'autorizzazione per il veto sul bilancio europeo se l'Europa non si occuperà seriamente dei migranti". A Renzi ha fatto eco il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda: “Dijsselbloem sta prendendo una gigantesca cantonata, cosa che fa abbastanza regolarmente".

 

Dijsslebloem e gli eurodeputati – L’intervento di Jeroen Dijsselbloem di fronte agli eurodeputati della commissione Affari economici è durato quasi un’ora e mezzo. Introdotto dal presidente Roberto Gualtieri, Dijsselbloem ha spiegato che "in nome della credibilità congiunta, dobbiamo essere coerenti tra quello che facciamo e quello che diciamo”, sottolineando che “è importante che gli stati membri rispettino quel che è stato concordato sul raggiungimento dell'equilibrio strutturale".

Il numero uno dell’Eurogruppo non ha risparmiato attacchi alla Commissione. "Non c'è un solo ministro delle finanze dell'eurozona – ha detto Dijsselbloem commentando alcune vecchie dichiarazioni del commissario Pierre Moscovici - ma ce ne sono 19. La Commissione può fare raccomandazioni, ma poi queste vengono discusse in un dibattito all'Eurogruppo. E ciò è quello che succederà il prossimo 5 dicembre”.

 

I deficit nella zona Euro - "I deficit dei paesi dell’Eurozona stanno calando – ha spiegato Dijsselbloem - molti Paesi raggiungeranno l'obiettivo di medio termine. Se hai una crisi di bilancio, ci vuole tempo per ridurre il debito. Ma vedrete che i debiti caleranno in molti Paesi. Non ci sono modi veloci per ridurre il debito pubblico, se lo avete vi prego di suggerirmeli".

L'Eurozona, secondo il presidente dell’Eurogruppo, beneficia del "quarto anno consecutivo di crescita diffusa, ma non possiamo essere autocompiacenti. La disoccupazione è ancora molto alta in alcune sue parti e, soprattutto, le previsioni economiche sono di elevata incertezza".

 

"Brexit avrà impatto economico"– Nel corso dell’incontro con gli eurodeputati della commissione Affari Economici, Jeroen Dijsselbloem ha parlato anche della fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea. "Dobbiamo prendere una posizione ferma sulla Brexit – ha detto - non c'è nessun'alternativa su questo. Ci sarà un impatto economico e sarà un cammino difficile soprattutto per la Gran Bretagna – ha concluso - Per questo dobbiamo essere pienamente preparati per evitare di danneggiare la nostra economia e quella britannica". 

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