Juncker a Renzi: Italia attacca Ue a torto, così non otterrà risultati

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Il presidente della Commissione europea: spese per migranti e terremoto valgono lo 0,1% del Pil. La risposta del presidente del Consiglio: su sicurezza e scuole non ci fermano

Si scalda il dialogo a distanza tra la Commissione Europea e il governo italiano sulla manovra per il 2017, a due giorni dalla pubblicazione delle previsioni economiche di autunno. Ad aggiungere pepe al dibattito ha pensato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker: l'Italia, ha detto parlando a Bruxelles al comitato esecutivo della Confederazione europea dei  sindacati, quindi ad un pubblico tendenzialmente critico nei confronti delle politiche improntate all'austerità, "non smette di attaccare, a  torto, la Commissione Europea", ma senza ottenere "i risultati" sperati.

 

Juncker: spese per migranti e sisma valgono 0,1% di Pil - L'Italia oggi, ha rivendicato ancora Juncker, "può spendere 19  miliardi di euro in più di quelli che avrebbe potuto spendere se io  non avessi riformato il patto di stabilità  nel senso della  flessibilità. Sono del parere, in particolare per quanto riguarda  l'Italia, che bisognerà, come saggezza vuole, che noi prendiamo in  considerazione il costo dei terremoti e dei rifugiati". Ma, ha aggiunto, i costi “aggiuntivi” per accoglienza e sisma  (lo speciale) valgono lo 0,1% del Pil, ma Roma aveva promesso un deficit dell'1,7% nel 2017 mentre ora ne propone uno del 2,4%

 

Moscovici: abbassare i toni - Intanto il commissario Moscovici, prima di vedere il ministro Padoan, ribadisce: “Con l'Italia resta ancora del lavoro da fare. Ci sono regole che vanno rispettate”. Con Roma, aggiunge, "parliamo in maniera costruttiva, dunque  'cool down' (ha detto in inglese in un discorso in francese:  'calmiamoci, raffreddiamo gli animi', ndr)". Con l'Italia "abbiamo avuto scambi di lettere, informazioni e analisi. Scambi che continuano e che continueranno fino al 16 novembre. Avrete delle informazioni più precise quando presenterò le previsioni della Commissione dopodomani e vedrete dove siamo". 

 

La risposta di Renzi: su sicurezza scuole non ci fermano – Immediata la replica di Renzi: "Juncker dice che io faccio polemica, ma non è polemica, perché non guardiamo in faccia nessuno: una cosa è il rispetto delle regole, altro è che queste regole possano andare contro la stabilità e la sicurezza delle scuole dei nostri figli. Non ci bloccano: noi quei soldi li mettiamo fuori dal Patto di Stabilità, che lo vogliano o meno i funzionari di Bruxelles". Questa la risposta del presidente del Consiglio alle critiche rivolte all’Italia sulle richieste di sforamento del tetto per determinate voci di spesa. "Sul bilancio non sto facendo una polemica per il gusto della discussione - insiste Renzi - ma in nome dei valori. Chiediamo che l'Italia sia rispettata, che le regole del gioco valgano per tutti. Vorrei che su questi temi tutti gli italiani fossero dalla stessa parte".

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