Pensioni anticipate, tetto di 1350 euro. Anche maestri e infermieri

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L'anticipo pensionistico agevolato partirà dal 1° maggio. Bisognerà avere almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 35 se si è lavoratori attivi. Cgil attacca Renzi: “Si rimangia la parola”

Per accedere all'Ape sociale, la  possibilità di andare in pensione a 63 anni, 3 anni e 7 mesi prima dell'età necessaria alla pensione di vecchiaia, con un reddito ponte interamente garantito dallo Stato, dunque senza alcuna penalizzazione, occorrerà avere un reddito fino a 1350 euro lordi. A beneficiarne  saranno i disoccupati senza ammortizzatori sociali con almeno 30 anni di contributi, i lavoratori con un disabile a carico ma anche quanti facciano un lavoro gravoso, tra cui le maestre della scuola  d'infanzia, i lavoratori edili, i macchinisti e gli infermieri di sala operatoria se avranno però accumulato almeno 36 anni di contribuzione.

E' questo il progetto, ma ancora non formalizzato in un documento, con cui il governo intende chiudere il capitolo pensioni - e “ratificare” il verbale di intesa del 28 settembre scorso con Cgil Cisl e Uil - presentato ai sindacati nel corso dell'ultimo round prima del varo della legge di stabilità previsto con il Consiglio dei ministri di sabato 15 ottobre.
 

 

Cgil attacca il governo - Un “paletto” - quello dei contributi - che spiazza i sindacati e scatena l'ira della Cgil. "Il governo ha cambiato le carte in tavola, 30 anni di contributi invece di 20. Si rimangia la parola data ed è inaffidabile" twitta subito la confederazione di Corso Italia ironizzando su una battuta del premier relativa alla fatica con cui si era arrivati al verbale di intesa: "gli antibiotici a Matteo Renzi non fanno effetto", dice il sindacato.

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