Samsung, l'arma degli sconti per non perdere clienti

Samsung sta lanciando una campagna di offerte per tamponare il disastro del Galaxy Note 7 (Getty Images)
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Dopo lo stop alla produzione del Galaxy Note 7, il gruppo sudcoreano prova a difendere la propria quota di mercato e rilancia con alcune promozioni

Il danno è fatto: il problema di Samsung è diventato trovare la pezza migliore. Il gruppo sta infatti ritirando i Galaxy Note 7. Gli utenti che preferiranno sostituirlo con un dispositivo della stessa marca anziché ricevere il rimborso in contanti avranno uno sconto: il buono, attivato per ora solo in Corea del Sud, vale circa 25 euro.

Tuttavia racconta quale sia diventata la priorità della società: tutelare la propria immagine e conservare la propria quota di mercato.

 

Dalle esplosioni al buono sconto – Dopo i primi casi di combustione della batteria, Samsung aveva avviato un programma di sostituzione. Il management aveva preferito perdere qualche miliardo pur di salvare la reputazione. La situazione è però precipitata dopo le esplosioni dei phablet già sostituiti. Fino alla sospensione e poi allo stop definitivo di produzione e vendita. Il Note 7 non sarà quindi più distribuito e lanciato in Europa. L'unica opzione rimasta a chi ha già acquistato il Galaxy è il rimborso, da trasformare all'occorrenza in un buono da spendere nello stesso punto vendita.

 

Risposta a T-Mobile e At&T – T-Mobile e At&T hanno giocato un ruolo fondamentale nel naufragio. Hanno scelto, ancor prima di Samsung, di fermare la sostituzione, consentendo agli utenti di scegliere tra rimborso integrale e acquisto di un altro dispositivo, di qualsiasi marchio. Un rischio, per Samsung. Che, non potendo agire direttamente sui distributori, tenta adesso di influenzare i clienti. La scelta dello sconto ha sicuramente un peso economico: tamponerebbe (anche se solo in minima parte) l'emorragia di cassa causata dai rimborsi. Ma il danno sarà, in ogni caso, consistente: il 12 ottobre Samsung ha tagliato le previsioni di utile operativo per il terzo trimestre del 33,3% rispetto alle stime di appena cinque giorni prima. Giù anche il fatturato, del 4%. In borsa il titolo ha bruciato l'8,6% da inizio settimana. Difficile, se non impossibile, recuperare fino ai livelli attesi non più tardi di una settimana fa.

E allora a cosa serve lo sconto?

 

 

Samsung gioca in difesa – I casi di Nokia e BlackBerry, dominanti nel mercato di cellulari e smartphone e poi spazzati via in poco tempo, insegnano che la caduta può essere repentina quanto l'ascesa. Il marchio canadese, ad esempio, ha rinunciato alla propria divisione hardware.

Samsung non è certo nella stessa situazione, anzi. Il gruppo però, in questo momento, può solo difendersi e provare a conservare i propri clienti. Perché la cosa più grave di una mancata vendita è concedere una possibilità a concorrenti come Apple, LG o Huawei. In più, il brand rischia di venir penalizzato durante il periodo più prolifico dell'anno, Natale. Non sono previsti, infatti, lanci prima del 2017, quando dovrebbe esordire il nuovo Galaxy S. Non resta che tenere le posizioni.

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