Timbrare il cartellino con un'app? Il Garante dice sì

(Getty)
1' di lettura

I dipendenti che non lavorano nella sede principale potranno segnalare l'inizio della propria attività anche via smartphone

Novità in arrivo per i dipendenti “fuori sede”. I datori di lavoro potranno chiedere di timbrare il cartellino attraverso un'app. L'azione permetterà alle società di sapere quando i lavoratori inizieranno e termineranno la propria attività. Ma anche di verificare la presenza di queste persone nelle sedi staccate attraverso li servizi di geolocalizzazione. Per il Garante della privacy lo strumento di controllo non lede la riservatezza dei dipendenti: è fondamentale però che l'app segnali al lavoratore quando il servizio di tracking geografico sarà in funzione.

 

La richiesta da un'azienda di somministrazione - La delibera giunge in seguito alla richiesta inoltrata da due società appartenenti a un gruppo che si occupa di ricerca, selezione e somministrazione di lavoro a tempo determinato. Queste aziende hanno impiegati che operano presso altre ditte o svolgono attività “fuori sede”: da qui la necessità di avere uno strumento di monitoraggio per le attività lavorative di questi dipendenti. L'app verrà installata su smartphone di proprietà delle compagnie e funzionerà come una sorta di badge virtuale, da timbrare con un tocco per rilevare l'inizio e la fine della giornata lavorativa.

 

I limiti imposti all'app - Il Garante della privacy ha accolto la richiesta delle imprese, applicando la disciplina del “bilanciamento di interessi”, ponendo però dei limiti. Innanzitutto i dipendenti potranno rifiutarsi di scaricare l'app e autenticarsi attraverso questo sistema. Inoltre, verificata la corrispondenza tra le coordinate geografiche trasmesse dall'app e la destinazione del lavoratore, il sistema potrà conservare il solo dato relativo alla sede di lavoro, la data e l'orario della timbratura virtuale, ma non potrà immagazzinare la posizione successiva del lavoratore. Infine, sullo schermo dello smartphone, dovrà essere sempre ben visibile un'icona in grado di comunicare al dipendente quando la funzione di geolocalizzazione è attiva.

 

Cosa l'azienda non potrà vedere - Oltre alla posizione successiva alla timbratura del cartellino virtuale, l'app non potrà accedere ad altri contenuti presenti nel dispositivo, quando questo è di proprietà del lavoratore. Le compagnie non potranno accedere e conservare i dati sul traffico telefonico, la posta elettronica del dipendente, i suoi Sms o i dati relativi alla navigazione in Internet. Le società che adotteranno l'app dovranno anche garantire le misure di sicurezza previste dalla legge per preservare i dati ricevuti e impedire l'accesso a queste informazioni da parte di persone non autorizzate.

 

Leggi tutto