Caso WhatsApp-Facebook, il Garante per la privacy apre un'istruttoria

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Nel mirino le modifiche alla policy che permettono al social network di accedere ad alcune informazioni riguardanti gli utenti che usano la chat. La app di messaggistica si difende dicendo di rispettare le leggi della Ue e promette di collaborare con l'autorità italiana. Intanto, la Germania ha bloccato il trasferimento dei dati

Nel giorno in cui la Germania ha bloccato il trasferimento dei dati da Whatsapp a Facebook, si muove anche il Garante italiano. L'autorità per la protezione dei dati personali ha infatti avviato un'istruttoria a seguito della modifica della "privacy policy" effettuata da WhatsApp a fine agosto e che prevede la messa a disposizione di Facebook di alcune informazioni riguardanti gli account dei singoli utenti di WhatsApp, anche per finalità di marketing". Lo comunica lo stesso Garante attraverso una nota. Immediata la replica della app di messaggistica, che si difende dicendo di rispettare le leggi della Ue e promette di collaborare con l'autorità italiana.

 

Le richieste - "Il Garante - scrive l'autorità nel comunicato - ha invitato WhatsApp e Facebook a fornire tutti gli elementi utili alla valutazione del caso. In particolare ha chiesto di conoscere nel dettaglio: la tipologia di dati che WhatsApp intende mettere a disposizione di Facebook; le modalità per la acquisizione del consenso da parte degli utenti alla comunicazione dei dati; le misure per garantire l'esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa italiana sulla privacy, considerato che dall'avviso inviato sui singoli device la revoca del consenso e il diritto di opposizione sembrano poter essere esercitati in un arco di tempo limitato".

Finalità di marketing? - Inoltre "il Garante ha chiesto di chiarire se i dati riferiti agli utenti di WhatsApp, ma non di Facebook, siano anch'essi comunicati alla società di Menlo Park, e di fornire elementi riguardo al rispetto del principio di finalità, considerato che nell'informativa originariamente resa agli utenti WhatsApp non faceva alcun riferimento alla finalità di marketing". 

La mossa tedesca - Nello stesso giorno le autorità tedesche per la protezione dei dati hanno annunciato di aver bloccato il trasferimento di dati personali a Facebook dalla controllata WhatsApp, in nome della difesa della privacy. “Dipende dagli utenti decidere se vogliono connettere il loro account a Facebook - ha detto il garante Johannes Caspar - Facebook deve chiedere preventivamente la loro autorizzazione". 

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