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Il ministro dello Sviluppo economico nel corso dell'Intervista con Maria Latella: "Le riforme avranno un impatto su più anni, anche la flessibilità dovrebbe durare più a lungo". Sulla Ue: "Dopo Brexit mi aspettavo un rilancio, invece ha prevalso la stasi"

 

"La flessibilità ci è stata accordata non perché siamo simpatici ma perché abbiamo fatto le riforme" ha detto Carlo Calenda nel corso dell'Intervista con Maria Latella a Sky TG24 (qui l'intervista integrale), la sua prima intervista tv da quando è stato nominato Ministro dello Sviluppo economico. Calenda ha osservato che la flessibilità, secondo l'Ecofin, dovrebbe durare un solo anno, mentre le riforme impattano su un periodo più lungo. Anche la flessibilità, ha quindi sottolineato, "dovrebbe essere per più anni". Ma "da qui in avanti il negoziato con l'Europa punterà non solo sul deficit, noi siamo sempre stati ben lontani dal 3%", ma si punterà soprattutto sulla "qualità degli interventi. Dobbiamo mettere in campo investimenti pubblici e privati.

 

Dopo Brexit ha prevalso la stasi - Riguardo a una maggiore coordinazione delle politiche fiscali e all'ipotesi di un ministro dell'Economia unico europeo, Calenda ha sottolineato che servirebbe meno frammentazione tra gli Stati membri: "siamo europeisti a parole ma nei fatti in questo momento prevale l'interesse nazionale". Secondo il ministro dopo la Brexit ci sarebbe stato bisogno di un accellerazione nel processo di rilancio dell'Europa, mentre invece è prevalsa la stasi.
 

 

 

Dal governo soldi a chi investe - Calenda ha inoltre annunciato una serie di interventi a favore delle imprese che intendono investire. "Il governo non dà soldi agli imprenditori, ma alle aziende che investono" ha spiegato nel corso dell'intervista. 
 

 

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