Nel 2° trimestre, 189mila occupati in più. Renzi: "Jobs Act funziona"

1' di lettura

Secondo i dati Istat, in un anno sarebbero +439mila. In calo i Neet, i giovani che non studiano e non cercano occupazione. Grillo attacca: la stampa tace sui fallimenti del presidente del Consiglio

Nonostante il rallentamento della crescita economica, l'Istat registra nel secondo trimestre dell'anno una crescita nel numero complessivo degli occupati. Rispetto al trimestre precedente l'istituto statistico rileva un aumento di 189mila unità, pari a un +0,8%, aumento che a livello annuo, diventa 439 mila unità in più, pari a un +2%.

 

 

Aumento decisivo nella fascia di età 15-34 - L'aumento, spiega l'istituto di statistica, riguarda i dipendenti, sia a tempo indeterminato sia a termine, e gli autonomi senza dipendenti mentre continuano a diminuire i collaboratori. Un contributo decisivo alla crescita è dato dai 15-34enni (+223 mila su basa annua), assieme al perdurante incremento degli over 50. La crescita è più accentuata per i dipendenti, sia a tempo indeterminato (+308 mila) sia a termine (+72 mila), ma torna ad interessare anche il lavoro indipendente, esclusivamente tra gli autonomi senza dipendenti.

La crescita è sensibile anche per la componente femminile (+180 mila) concentrata soprattutto nel Nord del Paese. Sempre l'Istat sottolinea che il tasso di disoccupazione, dopo la stabilità congiunturale dei due trimestri precedenti, diminuisce in lieve misura (-0,1 punti) rispetto al trimestre precedente e di 0,6 punti rispetto allo stesso trimestre del 2015 con un calo tendenziale di 109 mila disoccupati.


Renzi: "Jobs act funziona" - Numeri che il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta su Twitter: "Dati ufficiali Istat di oggi. Nel II trimestre 2016 più 189 mila posti di lavoro. Da inizio nostro governo: più 585 mila. Il #JobsAct funziona". 

 


 

Grillo attacca stampa, "tace sui fallimenti di Renzi" – Diversa la lettura dei dati fatta dal leader del m5S che dal suo blog attacca la stampa di “tacere sui fallimenti di Renzi”. Lancia l'hashtag  #DilloAlGiornalista e riporta alcuni dati: “I licenziamenti, nel secondo trimestre 2016, sono aumentati del +7,6% rispetto al secondo trimestre 2015 (+15.264) e del +17,8% sul primo trimestre di quest'anno; le assunzioni a tempo indeterminato sono diminuite del 29% rispetto ad un anno fa (-163.000): il Jobs Act è quindi evaporato appena i costosi incentivi del Governo sono stati diminuiti”.

 

 

Tra i Neet prevalenza delle neo-mamme -  L'Istat, intanto, sottolinea come si registri un calo dei giovani Neet (Not in Education, Employment or Training) che però restano comunque  2 milioni 35 mila. Si tratta soprattutto di donne, sopra i 25 anni e residenti nel mezzogiorno. La loro incidenza è maggiore infatti tra le donne (24,4% contro 20,3% gli uomini), doppia nel Meridione in confronto al Nord (31,5% e 15,3%, rispettivamente) e raggiunge il 31% tra i 25-29enni.

 


 

 

Tra i Neet prevalenza delle neo-mamme - Particolarmente drammatici i numeri tra le neo-mamme. Sei su dieci infatti rimangono a casa. La maggioranza dei Neet, inoltre, non è rappresentata da inattivi che non cercano un impiego e non sono disponibili a lavorare: questi sono solo il 25,6% dell'aggregato

Tra le donne sotto i 30 anni con figli piccoli, rileva l'Istat, l'incidenza delle Neet è al 64,4%. Le neomamme sono inoltre oltre metà di tutti i giovani inattivi che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare.

Leggi tutto