Bce lascia tassi invariati. Ocse: Italia verso forte indebolimento

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La Banca centrale europea non ha modificato i tassi e prevede che rimarranno a questi livelli "molto a lungo". Draghi: "Economia euro solida ma rischi al ribasso". Intanto le indicazioni del superindice annunciano "crescita stabile per l'Eurozona" ma difficoltà per il nostro Paese

La Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi. Quelli di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati, rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%.

 

"Tassi a livello attuale a lungo" - Il direttivo della Bce "continua a prevedere che i tassi restino ai livelli attuali, o più bassi, per un periodo esteso di tempo" e ben "oltre l'orizzonte" del 'quantitative easing'. In un comunicato diffuso dall'Eurotower si sottolinea che gli acquisti di attività del 'Qe' "proseguiranno fino alla fine di marzo 2017 o oltre, se necessario". Non è stata quindi ancora decisa un'estensione temporale oltre il prossimo marzo del 'Qe', come prevedevano alcuni analisti. L'istituto ha affermato di mantenere gli acquisti di asset al ritmo di 80 miliardi di euro al mese.

 

Draghi: "Economia euro solida ma rischi al ribasso" - L'economia dell'area euro è "solida ma lo scenario base rimane soggetto a rischi al ribasso", ha commentato il presidente della Bce Mario Draghi nella conferenza dopo il consiglio direttivo. La Bce ha anche rivisto leggermente al rialzo le previsioni del Pil per il 2016 e limato quelle per il 2017. 

 

Ocse: crescita stabile, Italia in indebolimento – Quasi in contemporanea con l’annuncio Bce sono arrivate le indicazioni del superindice Ocse. "Crescita stabile" per l'area Ocse, gli Usa, il Giappone e l'Area Euro, compresa la Germania. Ma in Francia la crescita dovrebbe "attenuarsi", mentre per l'Italia si va verso un "più forte indebolimento" nella crescita.

 

A luglio era  stata sospesa la diffusione dell’indice per due mesi per capire gli effetti della Brexit. "Rimane incertezza sulla natura dell'accordo che il Regno Unito concluderà con l'Ue, la volatilità dei dati emersa nelle settimane immediatamente successive al voto sembra essersi ridotta", spiega l'Ocse, che aggiunge: "Posto che questo rimanga così nei prossimi 6 mesi, dagli indicatori emerge che la crescita della Gran Bretagna dovrebbe continuare a rallentare, prima di stabilizzarsi ad un tasso più basso rispetto allo scorso anno".

 

Il superindice indica poi per il Canada una crescita in ripresa. Tra le maggiori economie emergenti, si stima crescita in ripresa in Cina, Russia e Brasile, mentre per l'India continua una crescita solida.

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