Eurozona: la Bce alza la stima del Pil a 1,6%, inflazione a 0,2%

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Draghi: "I tassi resteranno bassi per lungo periodo". E sulla Brexit: in caso di uscita della Gran Bretagna dalla Ue "la Banca centrale valuterebbe la natura e l'impatto dell'eventuale shock”

Al rialzo le stime di crescita e inflazione, tassi di interesse bassi per un periodo prolungato  e una crescita modesta, ma stabile. Questo, in sintesi, quanto emerge dall'aggiornamento trimestrale delle stime dello staff di economisti della Bce, diffuso nel corso della conferenza stampa del presidente Mario Draghi, al termine del consiglio di politica monetaria.

 

 

Inflazione a 0,2% - Nel dettaglio, passa a 0,2% da 0,1% di tre mesi fa la stima d'inflazione per quest'anno; per il 2017 la proiezione è invariata a 1,3%. Confermata anche la proiezione per il 2018 a 1,6%. La Bce, nell'ambito del mandato di garante della stabilità dei prezzi, persegue un target d'inflazione inferiore ma vicino al 2%.

 

Al rialzo le stime del Pil - Per quanto riguarda il Pil, lo staff di economisti di Francoforte vede una crescita di 1,6% quest'anno, contro 1,4% di tre mesi fa. Identica la previsione di crescita del Pil per il 2017 (+1,7%), mentre quella per il 2018 passa a 1,7% da 1,8% di quella di marzo.

 

Draghi, tassi bassi a lungo – I tassi di interesse resteranno sui livelli attuali o più bassi per un periodo prolungato e il programma di quantitative easing durerà almeno fino a marzo 2017. Per Draghi resta cruciale evitare effetti di secondo livello su salari e prezzi.

 

Brexit - Il presidente della Bce non dimentica l’appuntamento di fine mese con il referendum in Gran Bretagna: in caso di Brexit, l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, la Bce "valuterebbe la natura e  l'impatto dell'eventuale shock", vigilando "sugli effetti secondari".  In ogni caso, ha aggiunto, “restare nell'Unione Europea fa bene alla Gran Bretagna e fa bene all'Europa".

 

 

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