Ocse: "Italia in ripresa, ma incertezze bancarie sono un freno"

1' di lettura

L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo conferma le sue stime sulla crescita del Pil: +1% per il 2016 e +1,4% per il 2017. Previsti miglioramenti anche per rapporto deficit/pil e occupazione. Delude invece la crescita globale, che resta bassa

Secondo i dati pubblicati dall'Ocse l'Italia si conferma in crescita economica, anche se la ripresa rischia di venire frenata dalle incertezze del mondo bancario. L'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico conferma dunque le sue stime precedenti e fissa la crescita del pil italiano all'1% per il 2016 e all'1,4% per il 2017. Migliora anche il rapporto tra deficit/PIl che, dal 2,6% nel 2015 scende al 2,3% del 2016 e al 2% nel 2017. Sempre secondo le stime, il debito pubblico nel 2016 salirà al 160,3% (+0,1% rispetto al 2015) per poi calare al 159,4% l'anno prossimo.

Il peso delle incertezze bancarie - Un recupero, però, che potrebbe essere molto più robusto in assenza di incertezze sulle prospettive della domanda e, soprattutto, di sofferenze bancarie che pesano sull'offerta di credito. "Il governo sta aprendo la strada alla creazione di un mercato secondario per i crediti deteriorati e a un miglioramento dei bilanci delle banche, un'importante precondizione per aumentare l'offerta di credito e gli investimenti", sottolinea l'Ocse. Sul fronte dell'occupazione, il numero dei senza lavoro in Italia continuerà a calare, da 11,9% nel 2015 a 11,3% nel 2016 e 10,8% nel 2017, ma "bisogna fare di più per aumentare produttività e inclusione".

Crescita globale basse e deludente - A preoccupare però gli analisti dell'Ocse è la crescita globale, che fatica a riprendersi. "Otto anni dopo la crisi finanziaria, la crescita globale rimane bassa e deludente", con Pil mondiale che nel 2016 crescerà solo del 3%. L'organizzazione avverte che "senza un'azione complessiva, coerente e collettiva, questa crescita fiacca e deludente persisterà, rendendo sempre più difficile mantenere le promesse alle attuali e future generazioni". Tra le economie avanzate, l'eurozona "migliorerà lentamente", con una crescita a 1,6% nel 2016 e 1,7% nel 2017, e negli Stati Uniti "continuerà la ripresa moderata", con una crescita dell'1,8% nel 2016 e 2,2% nel 2017. In rallentamento, invece, il Giappone, con 0,7% nel 2016 "Siamo in una trappola di bassa crescita - ha commentato in un briefing la capo economista Catherine Mann - con una bassa crescita della produttività e un basso incremento del commercio globale". Una situazione che rischia di pesare soprattutto sull'occupazione, dove restano "39 milioni di persone ancora senza lavoro, circa 6,5 milioni in più di prima della crisi".

Leggi tutto