Dall’orto digitale alla stampante per il cibo, a Milano si mangia tech

Da sinistra in alto: Revoilution (il sistema per l'olio extra vergine fai da te); Bugsolutely (pasta fatta per il 20% di farina di grillo); Smart Touch (sistema per fare ordini col proprio smartphone); Natural Machines (Foodini, la stampate 3D per il cibo)
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Dall’11 al 14 maggio Seeds&Chips, il summit internazionale dedicato alla Food Innovation: una vetrina sulle soluzioni tecnologiche che stanno rivoluzionando la filiera agroalimentare

Dalle stampanti 3D per riprodurre alimenti all’orto digitale per coltivare frutta e verdura in casa. Dall’olio extra vergine fai da te alla ricerca sugli insetti da mangiare. Se il futuro dell’alimentazione andrà sempre più a braccetto con la tecnologia, un assaggio di questa rivoluzione sarà presentato a Milano in occasione di Seeds&Chips, il summit internazionale dedicato all’innovazione nella filiera alimentare. 

Cibo e tecnologia si incontrano - Quattro giorni di esposizione, conferenze, dibattiti - dall’11 al 14 maggio al MiCo - per capire a che punto è la Food Innovation e come migliorare il modo in cui il cibo è prodotto, trasformato, distribuito e comunicato. “E’ quello che molti esperti definiscono la nuova internet per l’evoluzione e l’impatto economico che potrà generare nei prossimi anni”, ci dice Marco Gualtieri, fondatore e chairman di Seeds&Chips. 

Stampare cibo si può - Ma in che modo la tecnologia può mettersi al servizio del cibo? “Se si parla di stampanti 3D, uno pensa a un gadget più che a qualcosa di veramente utile, - spiega Gualtieri - ma nel caso dell’alimentazione non è così. Basti pensare agli effetti sulla nutrizione e sui problemi di salute: con una stampante 3D, per esempio, si potrebbero preparare cibi per chi non può deglutire. Proviamo a immaginarne l’uso anche negli ospedali”.


L'orto in cucina - A un anno da Expo questo summit, giunto alla seconda edizione, sarà l'occasione per fare il punto sul settore food, dall'agricoltura al consumo, concentrandosi sulla necessità di ottenere maggiore produttività a parità di risorse e con meno impatto per l'ambiente. Tra i temi ci sarà infatti anche quello della coltura idroponica, una tecnica di coltivazione fuori dal suolo, cioè senza la terra. Cibo per tutti, prodotto localmente, anche in casa. E grazie a una cellula completamente controllata da remoto attraverso uno smartphone. Sembra fantascienza ma è già realtà.  

Sensori per rilevare cosa mangiamo - C’è chi ha inventato i sensori per rilevare da cosa è composto un alimento, chi trasforma il latte in eccedenza in formaggio con le stampanti, chi si dedica al settore dell’agricoltura di precisione: un giorno la xylella, il batterio che ha attaccato gli ulivi in Puglia, si potrà prevenire anziché curare. Secondo Gualtieri nei prossimi anni ne vedremo delle belle: “Ci sono start up sconosciute che potrebbero avere un grande impatto a livello globale”. 

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