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Giovedì il governatore della Bce aveva attaccato Berlino: "Proteggiamo tutta l'Eurozona, non solo la Germania". Merkel: "Non vogliamo interferire con l'autonomia dell'Eurotower"

"Il presidente Draghi gode della fiducia e della stima di tutti i Paesi europei". Lo dice il premier Matteo Renzi, interpellato dai giornalisti all'uscita dal palazzo delle Nazioni Unite, dopo una serie di incontri bilaterali per promuovere la candidatura dell'Italia a un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza.

La tensione tra la Germania e Mario Draghi - Le parole di appoggio del presidente del Consiglio italiano arrivano in un momento nel quale la tensione tra il governatore della Bce e il governo tedesco raggiunge uno dei suoi apici. "Abbiamo un mandato per perseguire la stabilità dei prezzi in tutta l'Eurozona, e non solo in Germania, e "questo mandato è stabilito dalla legge europea, noi obbediamo alle leggi e non ai politici" ha infatti dichiarato Draghi giovedì, quasi in risposta alle critiche lanciate oltre un mese fa dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che aveva attribuito all'attivismo della Bce il successo elettorale del partito euroscettico tedesco  Afd. Critiche che, ammonisce Draghi, "potrebbero sembrare in grado di minacciare l'indipendenza della Bce".

 




Merkel getta acqua sul fuoco: "Sosteniamo Bce" - Parole che hanno fatto uscire allo scoperto, anche se con molta prudenza, la cancelliera Angela Merkel: "è legittimo" che in Germania si parli dell'impatto dei tassi bassi, anche se "questo non deve essere confuso con l'intervenire nella politica indipendente della Bce, che io sostengo pienamente". Ma non si ferma qui la sfida di Draghi ai 'falchi' dell'establishment tedesco: la Bce terrà la barra dritta e continuerà con le misure che ritiene "opportune", forte della "difesa unanime del consiglio direttivo" ora che, a sorpresa, persino Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank, si è schierato per l'autonomia dell'istituzione.

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