Riforma pensioni, le ipotesi del governo. Camusso: "Niente allarmismi"

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Martedì il ministro Padoan ha aperto sulla possibilità di introdurre più flessibilità in uscita dal mercato del lavoro. Boeri: "I nati nel 1980 rischiano di andare in pensione a 75 anni". La Cgil: "Irragionevole porre così il problema"

Il tema pensioni resta al centro del dibattito politico il giorno dopo l'annuncio del ministro Padoan su una possibile riforma della previdenza (che costerebbe tra i 5 e i 7 miliardi) e l'allarme lanciato dal presidente dell'Inps Boeri, secondo cui le generazioni a partire da quella nata nel 1980 rischiano di uscire dal mercato del lavoro anche con cinque anni di ritardo.

 

 

Camusso su Boeri: "Irragionevole porre così il problema" - E sono proprio le parole di Boeri che sollevano le perplessità del segretario generale della Cgil Susanna Camusso, secondo cui "proporre in questo modo il problema è irragionevole, rischia di sembrare un annuncio e non una criticità da affrontare. Rischia inoltre di passare un messaggio pericoloso di sfiducia ai giovani - aggiunge - con molti che reagiscono dicendo: allora non pago più i contributi". E spiega: "E' proprio per evitare questa situazione che abbiamo aperto la vertenza sulle pensioni". Per quanto riguarda invece le aperture sulla pensioni di Padoan, la leader Cgil chiede "atti concreti".

 

Furlan su pensioni: "Servono atti concreti" - Sulla stessa linea anche la leader della Cisl Furlan, secondo cui "è un anno che sentiamo annunci, anche contradditori, manca una proposta concreta". Da parte sua il responsabile del Pd Filippo Taddei precisa che da parte del governo "non ci sono annunci ma un impegno" sulla possibilità di introdurre forme di flessibilità sulle pensioni.



 

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