Istat, la ripresa frena nel quarto trimestre. Piazza Affari rimbalza

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Secondo l’istituto di statistica, lo 0,1% registrato nell’ultimo trimestre del 2015 risulta inferiore alle stime dello stesso istituto e dei principali analisti. Ma il dato tendenziale è al top dal 2011. Intanto, nonostante il tonfo di Tokyo, Milano chiude a +4,7%

Frena la ripresa italiana nel quarto trimestre 2015. È quanto rivela l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, secondo cui la crescita del +0,1% registrata nell’ultimo trimestre risulta inferiore alle stime dello stesso istituto e dei principali analisti. L'ultima stima dell'istituto, contenuta nella nota mensile uscita a inizio dicembre era di +0,2% con un intervallo di confidenza compreso tra 0 e 0,4%.
Le notizie diffuse dall’Istat sembrano non aver intaccato il rimbalzo di Piazza Affari (nonostante il tonfo di Tokyo, -4,8%), dopo la chiusura negativa di giovedì. Oggi la Borsa di Milano ha viaggiato col segno più e chiuso con +4,7%.

Domanda interna giù, traina l'estero - Secondo l’Istat la domanda nazionale, composta da consumi, investimenti e scorte, va giù. A trainare la crescita è invece l'estero. "Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte), più che compensato dall'apporto positivo della componente estera netta", spiega l'Istituto analizzando le componenti del Pil nell'ultimo trimestre dell'anno.


Dato tendenziale al top dal 2011 - Nonostante la frenata di fine anno, il 2015 conferma l'uscita dell'Italia dalla recessione, con il Pil annuo che torna al segno più dopo tre anni consecutivi in negativo. Occorre però ricordare che si tratta di dati provvisori, basati sui trimestri. La prima stima ufficiale della crescita annuale per il 2015 arriverà il prossimo primo marzo. Stando alle stime diffuse oggi, venerdì 12 febbraio, lo scorso anno si sarebbe chiuso a +0,7% dopo il -2,8% del 2012, il -1,7% del 2013 e il -0,4% del 2014. L'ultimo dato positivo risale al 2011 quando si era registrata una crescita di +0,6%. Per trovare una crescita superiore bisogna tornare al 2010.

 


 

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