Visco: "Bankitalia ha fatto il meglio". Ue: "Ok ad arbitrato"

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Proseguono le polemiche dopo il suicidio del pensionato di Civitavecchia.Via Nazionale: "Riferiremo in tutte le sedi". Bruxelles apre alla possibilità di un arbitrato presso Consob per "permettere ai risparmiatori di chiedere compensazioni agli istituti". Ma chiarisce: non si tratta di una crisi umanitaria

"Le questioni legate al dissesto delle banche le consideriamo con un impegno che è massimo,
facendo il meglio ed essendo sicuri di aver fatto il meglio". In ogni caso Bankitalia "riferirà in tutte le sedi a ciò deputate, con tutta la dovizia di particolari necessaria". E' quanto dice il governatore Ignazio Visco, mentre proseguono le polemiche dopo il suicidio del pensionato di Civitavecchia che ha perso tutti i suoi risparmi investiti in obbligazioni spazzatura.

La Commissione Ue, invece, si dice pronta a sostenere l'ipotesi di un arbitrato presso Consob caldeggiato dal governo per "permettere ai risparmiatori di chiedere compensazioni alle banche per potenziali vendite abusive di obbligazioni e di ispirarsi alle passate esperienze in altri Paesi Ue con situazioni simili".

 

Da Bruxelles no al rimborso diretto da parte dello Stato - Poco prima Bruxelles aveva confermato che per dare sollievo ai risparmiatori delle banche in fallimento quello che non è possibile fare è che lo Stato paghi direttamente chi ha subito le perdite e che la costituzione di una corte d'arbitrato per andare in aiuto agli investitori privati vittime dei crac è un'ottima idea. Il fallimento di una banca e l'eventuale perdita, per esempio, di un appartamento da parte degli obbligazionisti che hanno subito perdite non può essere considerata una crisi umanitaria come quelle provocate da alluvioni o altri disastri. 
 

Le dichiarazioni arrivano al termine di una lunga giornata in cui le istituzioni europee e italiane hanno più volte precisato le loro responsabilità in merito alla vicenda. Il commissario ai servizi finanziari Jonathan Hill aveva parlato di prodotti finanziari “spazzatura” venduti ai clienti da banche sull'orlo del fallimento le cui modalità di salvataggio sono state decise in piena autonomia dal governo italiano. 

A cercare di calmare le acque è intervenuto il premier Matteo Renzi, assicurando di aver fatto di tutto nell'ambito delle regole Ue e di lavorare ora a una "soluzione" per le vittime del decreto, aprendo a una commissione d'inchiesta per fare luce sulle responsabilità."La riforma del sistema del credito è quanto mai urgente", aveva sottolineato il premier.

 

La difesa di Bankitalia -  Dalle colonne del Corriere della Sera,  Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d'Italia aveva detto che “è innegabile che ci sia stata una diversità di vedute tra autorità italiane, il governo in primis ma anche noi, e Bruxelles, o meglio la Direzione generale alla concorrenza. È quest'ultima che ci ha di fatto spinto a seguire la strada oggi criticata che ha portato al salvataggio di Banca Marche, Carife, CariChieti ed Etruria".  


La difesa di Renzi - “Le regole sulle banche le ha fatte l'Europa” e “dentro quelle regole l'Italia ha fatto di tutto” per salvare “i soldi delle famiglie”, si era difeso Renzi, che ha assicurato di cercare “una soluzione nei limiti delle regole” anche per gli obbligazionisti. Le vittime del decreto salva-banche, che stanno organizzando una manifestazione a Firenze in coincidenza con i lavori della Leopolda, gli hanno infatti chiesto con “cortese veemenza” misure per “l'immediata correzione del decreto” e “la riammissione di tutti i titoli coinvolti alla libera negoziazione sui mercati”. La strada però sarà tutt'altro che facile: “È impossibile per le regole Ue salvare in modo definitivo gli azionisti e obbligazionisti subordinati", ha ammesso il premier, “ma stiamo cercando di avere una forma di ristoro".

 

Verso una commissione d’inchiesta - La richiesta 'bipartisan' che emerge in Italia è quella di una commissione d'inchiesta per far luce su quanto accaduto nel sistema bancario, un'idea sposata in primis dallo stesso presidente del Consiglio.  

 

 

L'analisi del piano salva banche

 

 

 

 

 

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