Istat: nel terzo trimestre l'Italia cresce dello 0,2%

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Il Pil italiano rallenta dopo il +0,3% del secondo trimestre e il +0,4% del primo. Il dato è un po’ sotto le attese degli analisti ma il rialzo su base annua, che è pari al +0,9%, è in ogni caso il più alto dal secondo trimestre del 2011

La crescita congiunturale del Pil italiano rallenta: secondo le stime dell'Istat nel terzo trimestre si ferma al +0,2%, dopo il +0,3% del secondo e il +0,4% del primo. Il dato risulta un po’ sotto le attese degli analisti e delle stesse previsioni Istat che indicavano un +0,3%.  Il rialzo registrato nel terzo trimestre dal Pil su base annua, pari al +0,9%, è in ogni caso il più alto dal secondo trimestre del 2011, ovvero da più di quattro anni. Il dato è quindi anche in accelerazione rispetto alla crescita tendenziale del secondo trimestre (+0,6%).


La crescita del Pil italiano nel terzo trimestre è stata aiutata dal mercato interno, mentre ha fatto da “zavorra” l'economia oltre confine. "Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e uno negativo della componente estera netta" spiega infatti l'Istat.

Il terzo trimestre del 2015 ha avuto quattro giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2014, precisa l'Istat. E aggiunge come la crescita congiunturale sia la sintesi di un aumento del valore aggiunto in tutti i principali comparti (agricoltura, industria e servizi).

Guardando all'estero, nello stesso periodo il Pil, fa presente l'Istat, è aumentato in termini congiunturali dello 0,4% negli Stati Uniti e dello 0,5% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2% negli Usa e dello 2,3% nel Regno Unito.

Nella giornata di venerdì 13 novembre l'Istat ha diffuso anche i dati sull'inflazione:

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