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L'amministratore delegato del ramo italiano dell'azienda di Wolsfburg conferma gli impegni già presi nel nostro Paese. Limitato per ora l'impatto del Dieselgate: "Sospesi dalla vendita 1300 veicoli. A ottobre non si sono registrati cali preoccupanti nelle vendite"

E' limitato, per ora, l'impatto sul mercato italiano dello scandalo Volkswagen. Nel corso di un'audizione al Senato, alle commissioni Ambiente e Industria, l'amministratore della filiale italiana dell'azienda di Wolsfburg Massimo Nordio, ha spiegato che al momento sono "sospesi" dalla rete di vendita "1.300 veicoli in via precauzionale fino a che non verrà fatta chiarezza". Il manager ha anche assicurato che "il piano di investimenti previsto per l'Italia non cambierà" e ha citato in tal senso una lettera che il presidente di Audi Ag (sempre del gruppo VW), Rupert Stadler, ha inviato a Renzi, Padoan e Guidi

Bassa presenza di veicoli Euro 5 in Italia - Nel corso dell'audizione Nordio ha spiegato che su un parco circolante in Italia di circa 640 mila auto, il numero di auto con motori diesel 'euro 5' sui quali si stanno facendo verifiche è appunto di circa 1.300. "Se si va in una concessionaria si trova una presenza numericamente bassissima di veicoli euro 5 - ha aggiunto - la stragrande maggioranza sono euro 6, che sono totalmente indenni da questo tipo di problema e rispondono in maniera totale ai requisiti di omologazione euro 6".

A ottobre calo non significante delle vendite - Per quanto riguarda invece le vendite di Volkswagen in Italia, Nordio ha spiegato che ad ora il cosidetto "Dieselgate" ha avuto un impatto modello sulle vendite: "A ottobre non si sono registrati cali preoccupanti". Nordio ha sottolineato che "nei prossimi mesi, metteremo in campo le contromisure necessarie per proteggere il fatturato della nostra azienda", ma ha aggiunto che a fronte degli investimenti che sono stati fatti dai concessionari, il caso dieselgate "potrebbe comunque portare ad un calo di fatturato che mette sotto pressione i conti aziendali".

Nordio: "Richiesta dell'Antitrust su una comunicazione non reale"
- Sulla richiesta di chiarimento arrivata dall'Antitrust, Nordio ha affermato che "si basa su una comunicazione non reale di dati". "Abbiamo ricevuto dall'Antitrust una richiesta di informazione - ha premesso Nordio - ma mi pare che questa richiesta sia basata sull'utilizzo della comunicazione di dati di consumo di emissioni non reale. Il problema infatti - ha continuato - riguarda "esclusivamente le emissioni di ossido di azoto, che "non sono assolutamente usate per la comunicazione ne' da noi ne' da nessuno. L'unico parametro di emissioni utilizzato è quello sulle emissioni di CO2 e di consumo, sono dati usati da tutti ma presi dall'omologazione. Sono uguali per tutti fino a prova contraria, quello è fuori dal perimetro del problema che stiamo discutendo".

In Italia con l'indotto Volkswagen lavoro per 11mila persone - Nordio ha ricordato che Volkswagen "è presente in Italia da pù di 60 anni, impiega 800 lavoratori ma attraverso le concessionarie arriva a dare lavoro a 11 mila persone, vendendo 200 mila veicoli nel nostro Paese". L'ad di Volkswagen Italia ha sottolineato che il valore annuale degli acquisti del gruppo VW nel nostro Paese, attraverso le sue 1500 aziende, tocca i 2,5 miliardi.

Data ultima modifica 14 ottobre 2015 ore 16:45

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