Volkswagen, lettera all’Italia: stop vendita diesel Euro 5

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La filiale italiana dell'azienda di Wolfsburg ha chiesto a tutti i concessionari nel nostro Paese di sospendere immatricolazioni e consegne dei modelli sui quali occorre "fare chiarezza". La comunicazione riguarda circa 2.500 auto. L'ad Mueller ai dipendenti: "spietata" pulizia interna. Londra contro test più severi sui veicoli. Renzi: "Non sono preoccupato"

Volkswagen corre ai ripari: in Italia sospesa la vendita di 2500 vetture. L'ad della filiale italiana ha inviato una lettera a tutti i concessionari nel nostro Paese chiedendo di sospendere "come misura precauzionale" la vendita, le immatricolazioni e le consegne dei "modelli equipaggiati con motori diesel EA 189 omologati Euro 5".

"Non sono preoccupato, non temo ripercussioni sulla crescita italiana", ha detto il premier Matteo Renzi, commentando lo scandalo Volkswagen a margine dei lavori dell'Assemblea generale dell'Onu. "Non è una catastrofe ambientale, è uno scandalo e come tale andrà punito", ha osservato il presidente del Consiglio.

 

L'ad chiede "spietata pulizia interna" - Volkswagen darà luogo a una "spietata" operazione di pulizia interna per eliminare del tutto i 'trucchi' utilizzati nei test per le emissioni dei propri veicoli. Lo chiede il nuovo ad Matthias Mueller in una lettera ai propri dipendenti citata dall'Handelsblatt. Il gruppo dell'auto svilupperà e attuerà "i più rigidi" standard di governance e compliance presenti nell'industria, scrive Mueller insieme al rappresentante dei lavoratori, Bernd Osterloh.

2500 i modelli interessati - Tranne che per un ristretto numero di auto dei vari marchi (secondo fonti interne all'azienda dovrebbero essere tra le 2.500 e le 3.000 unità) con vecchia classificazione Euro 5, i modelli del Gruppo Volkswagen venduti in Italia con i marchi Volkswagen, Audi, Seat, Skoda e Volkswagen Veicoli commerciali attraverso una rete di circa 500 operatori sul territorio nazionale, sono regolarmente acquistabili e immatricolabili, in quanto dallo scorso primo settembre le auto debbono obbligatoriamente essere Euro 6, un livello di omologazione delle emissioni dei diesel che è esente dalle problematiche evidenziate negli Stati Uniti.
Per gli autoveicoli Euro 5 dotati del motore 2.0 TDI 'incriminato' e in attesa di vendita, nell'ambito delle proroghe accordate, o di consegna, è invece scattata la sospensione richiesta da Volkswagen Italia. Una lettera inviata a tutti i concessionari del Gruppo chiede infatti di sospendere "come misura precauzionale" la vendita e le immatricolazioni e le consegne dei "modelli equipaggiati con motori diesel EA 189 omologati Euro 5".

 

Il governo annuncia test campione - In un'intervista alla Stampa il ministro Delrio ha spiegato che ci saranno "controlli a campione su tutte le vetture vendute in Italia, senza aspettare i dati che pure abbiamo richiesto sia alla Volkswagen che all'autorità di omologazione".

Londra contro test più severi
- Intanto, Londra avrebbe chiesto ai suoi europarlamentari di votare "no" quando a fine ottobre saranno chiamati ad esprimersi sulla direttiva europea che prevede controlli più severi, o meglio, "effettuati nelle reali condizioni di marcia", sugli scarichi delle auto. E' quanto emerge da un documento segreto del ministero dei Trasporti di Londra ottenuto dall'Observer, l'edizione domenicale del Guardian.

Da Londra no a test su strada per vetture diesel - Testo che 'consiglia' vivamente agli eurodeputati di Sua Maestà di esprimersi contro la nuova legge che obbligherebbe i singoli Paesi membri ad effettuare controlli sui gas di scarico su strada, in condizioni di marcia reali, e non più sui rulli dentro un'officina. Test che si limitano a simulare la realtà e i cui risultati possono essere alterati, per far sembrare un'auto ben 40 volte meno inquinante di quanto non sia. Si tratta dei test che Volkswagen è riuscita a truccare installando - a totale insaputa dei clienti ma con piena consapevolezza della casa di Wolfsburg - un marchingegno ed un software su ben 11 milioni di veicoli diesel.

Bce congela acquisto pacchetti di finanziamenti VW - E una nuova tegola finanziaria si abbatte sulla Volkswagen. Il Sunday Times rivela infatti che la Bce ha deciso di congelare temporaneamente l'acquisto dei pacchetti di finanziamenti per l'acquisto di auto Volkswagen che il braccio economico della casa automobislitica garantiva ai clienti che pagavano a rate o in leasing. In sintesi i 'finanziamenti' dei clienti Volkswagen non entreranno più a far parte dei 60 miliardi di euro di titoli acquistati ogni mesi dalla Bce nel cosiddetto "quantitative easing" all'europea. Questo inevitabilmente aumenterà i costi di finanziamento di Volkswagen e quindi le sue auto costeranno di più - sempre che Wolfsburg non voglia accollarsi la differenza riducendo i suoi margini - rispetto a quelle di altre marche concorrenti. La mossa della Bce potrebbe contribuire ad un declassamento di Volkswagen da parte della grandi agenzie di rating: Moody's, Standard and Poor's e Fitch.

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